A novembre s'incomincia, come dicono nel Canavese

A purtè le büsche pr fe' 'l nì[32].

Ma la vigilia dell'Epifania, e, in genere, il tempo fra il Natale e l'Epifania, si elegge particolarmente dalle fanciulle così in Italia, come, a mia notizia, in Germania, in Russia e Scandinavia, per riscaldare i loro amori. Gli antichi Ateniesi chiamavano col nome di Gamelione il mese di gennaio, siccome quello in cui celebravasi il maggior numero di matrimonii.

Altro giorno propizio a tirare l'oroscopo per nozze è in Italia, in Grecia, in Francia, in Isvezia e, come suppongo, anche in Germania, la vigilia di San Giovanni.

Nell'Umbria, la sera dell'Epifania, le ragazze, per sapere se troveranno marito, vanno nude (così almeno, perchè l'oroscopo riescisse bene, dovrebbero andare) a cogliere un ramo d'olivo verde. Preparano un posticino sul focolare, staccano una fogliuzza, la bagnano di saliva e la buttano quindi sul focolare; se la fogliuzza fa tre salti, o per lo meno gira e rigira sopra sè stessa, ne traggono augurio di prossimo e felice matrimonio; se, al contrario, la foglia brucia senza muoversi, ogni speranza di matrimonio è perduta. Mi piace qui ricordare l'erba che, presso l'Atharvaveda[33], si rallegra innanzi a quello che arriva.

In Piemonte, come in Russia (e forse pure in Germania) usa per l'Epifania nella focaccia, che in tal giorno si mangia, mettere due fave, l'una nera, l'altra bianca; l'una rappresenta il re, l'altra la regina; i due che trovano la fava, ossia il re e la regina, si levano e si baciano; il re e la regina rappresentano evidentemente gli sposi[34].

A Riva di Chieri si piglia uno stelo d'erba a più nodi e si rompe ciascuno di questi nodi, dicendo all'uno: io mi sposerò qui, e all'altro io mi sposerò fuori. L'ultimo nodo è quello che deve dir la verità. Somiglia questo oroscopo a quello che pigliano le innamorate francesi, e, per riflesso di moda, le nostre sopra i petali della margheritina per indovinare la forza dell'amore della persona amata.

A Riva di Chieri ancora, e nel Canavese, all'Epifania, le ragazze da marito usano lanciare la pantofola o lo zoccolo verso la porta di casa; se la punta si volge verso la porta, il segno è buono, la ragazza, entro il carnovale, piglierà marito; se no, no. Lo stesso pronostico si leva a Pinerolo, ma il primo giorno dell'anno. Una simile usanza vige ancora in Russia, ove si getta una pianella sopra la strada; lo sposo dovrà arrivare da quella parte verso la quale si volge la punta della pantofola.

I pronostici nuziali del Bolognese ci sono descritti così dalla signora Carolina Coronedi Berti[35]. «Una ragazza si mette alla punta d'un piede una ciabatta e dal sommo d'una scala la getta in basso; palpitante discende tosto insieme alle compagne, per vedere da qual lato sia rivolta la punta; se verso l'uscio di strada, coglie l'augurio d'andare in quell'anno a marito; se verso la scala, si prepara a rimanere zitella. Dopo questo viene un altro esperimento: Far ai quater canton. E vuol dire, prendere un anello, un vasetto pieno di cenere, un altro pieno di acqua, ed una chiave, ponendo ad uno ad uno questi oggetti a' quattro canti della stanza, e facendo attenzione di coprirli acciò ne resti nascosta la qualità a chi ne va in cerca. Quindi si fa entrare una delle giovani che vogliono mettersi alla prova, la quale si avanza fra il timore e la speranza verso l'uno de' canti, e a quello a cui si sente più attirata. Se vi troverà l'anello sarà come la buona notizia di maritarsi; se la chiave, avrà in quell'anno il governo della casa. Ma se incappa nella cenere, può esser certa di morire. L'acqua indica ch'ella ha da sparger lagrime. — L'usanza di consultare gli spilli poche donne la dimenticano. Prima di coricarsi, mettono alla punta del guanciale tre spilli; l'uno avrà la capocchia rossa, l'altro bianca, il terzo nera. Messe in letto, e trovandosi allo scuro, cambiano la posizione agli spilli in modo da confonderne i colori, poi ne estraggono uno e lo piantano all'estremo opposto del guanciale. Al primo raggio di luce, volgono gli occhi allo spillo, e se la sorte è favorevole avran levato il rosso. Il bianco significa che le cose di famiglia seguiteranno senza nessun cambiamento; il nero, al solito, è indicazione di morte. — Si fanno dalle nostre ragazze esperimenti col piombo fuso e gettato in acqua, e dalle svariate forme che prende, come di martello, vanga, forbici e simili, fanno giudizio del mestiere a cui il futuro sposo sarà dedicato.» La stessa scrittrice ci fa ancora conoscere un altro uso[36]. «Nell'estate le spighe de' prati sono alle fanciulle strumenti per tentare la sorte. Ne staccano una, la troncano per metà, e la parte staccata accomodano un'altra volta al posto come intera, prendono poi la spiga fra le dita della sinistra mano, e dando colla destra un colpo sul braccio, esclamano: Viva o morta? Se al colpo la spiga staccata si slancia via, l'amore è vivo, cioè il giovane ama davvero, ma se l'erba non si muove, oh allora la ragazza non è riamata; ed ecco il mal augurio. Il seme di certe erbe campestri che a guisa di leggiero involucro di sottil piuma, staccato dal vento s'inalza e percorre l'aria, è di buon augurio se volge il suo corso verso il volto della fidanzata; quel seme chiamano furtòna (fortuna) e vedendolo in aria si sta fermi per indagare la direzione che prende.»

Non meno diffusa è l'usanza di consultare il destino intorno allo sposo futuro, per mezzo delle figure che si osservano sopra il ghiaccio. A Pinerolo, nel Canavese e nel Mantovano, la notte dell'Epifania, le fanciulle mettono fuori di casa, possibilmente sul tetto, una scodella piena d'acqua. L'acqua diacciandosi nella notte, dalle impronte che si vedranno sul ghiaccio, le quali, nel Canavese, sono attribuite ai tre Re Magi, la fanciulla al mattino indovinerà il mestiere dello sposo predestinato.