Nella campagna di Chioggia, quando lo sposo va a ricevere la sposa, le intuona questo canto, coll'accompagnamento di strumenti, mentre la comitiva gli fa coro:

Aro, aro, co quei bovi bianchi,
Adesso vien co mi a vangar i campi;
Aro, aro, co quei bovi rossi,
Adesso vien co mi a vangar i orti.

Quando sono prossimi alla casa dello sposo, la sposa, da festevole, ridente e allegra che era, si fa appassionata e piangente: allora uno della comitiva, avanzandosi verso la casa, così canta:

Cara madona, vu butève fora,
Che vien vostro fio e vostra niora;
E vostro fio vien qua ridando,
E vostra niora vien qua pianzando.

Pronta all'invito la madona esce e si fa incontro alla sposa; si abbracciano, si baciano, e la sposa riceve una scopa, o un cesto, od altro oggetto di casa, a seconda delle incombenze alle quali la si vuole destinata, e viene quindi condotta a visitare le varie parti della casa.

Ad Azzano: «Va avanti el pare o el barba dela novizza a dimandar ai genitori del sposo se i xe contenti de riçever in casa la novizza: alora vien fora la madona, o la più vecia de la casa, co i brazzi averti e le maneghe revoltae suso, e la va incontro a sta novizza e la ghe dise: «Niora, se' parona de drento e po de fora!» e la la ciapa per man, e la la mena in casa. Intanto el più vecio de la famegia tira el colo a 'na galina, e alora tuti se mete a zigar: «Eviva, eviva! eviva la galina morta e la novizza viva!» e là i porta fora del vin e tuti beve e i fa alegrie.»

Ad Annone corre lo stesso uso. Il mezzeta, che è la persona che combinò il matrimonio, si fa avanti e chiede se si permette alla sposa di entrare in casa, e intanto che la suocera esce e va ad abbracciare e baciare la sposa, si fa il sagrificio della galina, fra gli evviva, alla galina morta e novizza viva, di tutti i parenti.

[496] Ad Alpago, provincia di Belluno: «I mazza un vedelo, e i lo cusina in tante maniere, e no i magna che vedelo.»

Ad Annone, in provincia di Venezia, le famiglie un po' comode fanno due desinari: uno di questi nella casa della sposa prima del rito religioso, e l'altro nella casa dello sposo dopo celebrato il matrimonio. Fra le vivande, il così detto sguazzett, che si fa con polli tagliati a piccoli pezzi e con molte droghe, gode di una speciale preferenza.

[497] A Sotto-Marina, di Chioggia: «El primo balo lo fa el compare cola sposa. Alora la sposa no intra più in balo: la va de suso su la so camara da leto, e là la riçeve le visite dei parenti e conossenti e a tuti la ghe dà el cafè e la ghe dà le cartoline dei confeti.»