Il paraninfo assiste lo sposo, la pronuba la sposa. Il paraninfo è spesso una sola cosa col compare (cum patre) e procolo, per lo più o il padre dello sposo, o un vecchio suo parente, o il prete; la pronuba, che adempie spesso gli ufficii della comare (cum matre), e mezzana, è per lo più una suocera od una vecchia parente. Stando così le cose, non è meraviglia che gli sposi sopportino testimonii al compimento delle loro nozze; sono padri e maestri, madri e consigliere, non già indiscreti curiosi i loro assistenti. Gli inni vedici ci lasciano vedere chiaramente come il prete guidasse gli sposi inesperti fino all'ultimo; e il prete francese che nel medio evo benediceva ancora il letto nuziale, e il malossè o mezzano vogherese che riceve tuttora in dono una camicia, ricordano, parmi, il dono delle camicie che gli sposi dell'età vedica rilasciavano al loro assistente presso il talamo, e l'uso germanico, che il Weber[439] cita dal Weinhold, per cui allo sposo, l'indomani delle nozze, sono messi innanzi al letto abiti nuovi.
I paraninfi hanno nell'inno nuziale vedico una parte essenziale, e così ancora nell'uso odierno nuziale montenegrino[440].
Dagli usi italici non pare che siasi mai ricevuto fra noi il testimonio maschio ad assistere gli sposi sul talamo, nè forse alcuna donna; Catullo dice soltanto alle donne: collocate puellulam; dopo il che sembra la pronuba si ritirasse. Così la pronuba turca è mandata via dagli stessi sposi, quando loro paia di non avere più bisogno di lei.
Nell'uso odierno italiano, la pronuba è una delle suocere: essa tuttavia, mentre la romana innanzi di guidarla al lectus genialis, sparso di rose, faceva sedere la sposa sul fallo d'un Priapo[441], si contenta di allestire il letto, spogliare la sposa, dare consigli di moderazione e spegnere modestamente il lume.
Nell'Arpinate, anzi, il padre e la madre dello sposo vanno primi a letto, e dal letto ricevono gli sposi; e dato loro il permesso di dormire insieme, li lasciano andar liberi e soli al nido.
V.
Gli sposi soli.
Alfine! — Ma essi devono stare attenti al letto. A Pernate, nel Novarese, è costume che la compagnia nuziale, prima d'andarsene, salti sopra il letto degli sposi e lo guasti. Nel Canavese, usano assodarlo e renderlo scomodo col mettere sotto i lenzuoli e i materassi patate, rape, pannocchie di meliga. Assicuratisi del letto, devono guardare al solaio, se questo sia di legno; poichè, in quella notte, ci ha da piovere; la brigata, a Quassolo, nell'alto Canavese, prepara, quando può, agli sposi una simile sorpresa; e se il solaio non è di legno, gli sposi devono turarsi gli orecchi, per non udire il suono de' pifferi e tamburi che si farà sotto le loro finestre, per non lasciarli aver pace. È una rozza reminiscenza dell'antico epitalamio, e oltre a questo, ha un significato speciale che sarà meglio rilevato dal nostro libretto sopra gli usi natalizii.