VI.
Epitalamio.
Dopo che la sposa ha mangiato la sua mela codogna, secondo il precetto di Solone[442], dopo che la sposa ha battuto lo sposo col ramo di ulivo benedetto, secondo il rito andaluso[443], dopo che gli sposi hanno spento i lumi, non resta a noi altro che ritrarci ed osservare la lieta brigata, che fuori della porta, o per non lasciarli dormire, o per coprirne lo strepito che si suppone vogliano fare, o per impedire che le compagne intendano il grido della vergine che passa, ha già intuonato il libero epitalamio:
Su, giovinetti, ai ludi
D'amor! su, a chi più sudi;
Come colombe, al murmure;
Com'edera, ai tenaci
Amplessi; e conche, ai baci[444].
Il di più che si può dire, si può anche meglio che dire immaginare[445].
VII.
Il giorno dopo.
Gli sposi essendo così difinitivamente fatti[446], il giorno dopo, la madre dello sposo arriva, nel Palermitano, col cioccolatto, per ridar le forze agli sposi. La sposa presenta alla suocera i panni insanguinati, affinchè ella riceva una soddisfazione, ossia si convinca che la sposa era novizia, e le due suocere, al primo loro incontro, si mostrano, con reciproci rallegramenti, gli stessi panni. L'uso è antico e sparso non pure tra gli Indo-Europei, ma anche tra i Semiti e gli Egizii.
Presso Adamo Oleario, che viaggiava in Persia nell'anno 1637, trovo riferito il seguente uso persiano. Celebrate le nozze, se la sposa non era vergine, lo sposo usava rinviarla, tagliandole talora anche il naso o le orecchie (il taglio del naso si usava pure nell'India, come rileviamo da un racconto del Panciatantra, per punire le mogli infedeli); se la sposa invece era vergine, lo sposo mandava ai parenti le prove della verginità ed allora banchettavasi allegramente per tre giorni. A tali festini venivano spesso invitati poeti, i quali portavano sovra un piatto un albero i cui rami erano carichi di frutti. L'albero doveva simboleggiare la verginità della sposa. Ogni astante cerca di carpirne un frutto; se gli riesce, il marito deve riscattarlo con un regalo; se il rapitore, invece, vien sorpreso in flagrante, deve restituire al marito cento volte più ch'ei non ha preso.