Un po' di paura colse me a' primi passi per lo stradone.
—È una pazza impresa!—gridai.—Vieni via!
—È magnifico! Avanti!
Io m'accontentai di serrar più forte il suo braccio al mio fianco.
Ma d'un tratto egli s'arrestò con un grido, si voltò indietro tendendo il braccio verso quel pezzo di strada che il fanale del cancello rischiarava: e nella luce tremolante m'additò un oggetto nero che scappava come una freccia, rotolando nella mota.
—Il mio cappello!—gemette. E gli si lanciò dietro correndo.
Io rimasi a guardarlo fino a che non lo raggiunse piantandovi sopra un piede con una voce vittoriosa.
Le gran risate, allora! Il cappello tutto lordo e malconcio; il vestito inzuppato e inzaccherato da cima a fondo—un vero orrore!
—Via presto per carità! A momenti ho tutta l'acqua nell'ossa!—supplicava ora lui. E crollava le braccia, per iscuoter la pioggia; e rideva, d'un riso fresco e spensierato di adolescente che innamorava.
Poi a Giuseppe che s'ingegnava alla meglio di rasciugarci, raccontò la storia, rabescandola di particolari.