Che felicità!

Il gas splendeva di nuovo nella sala. La faccia di Pietro s'era spianata; ed il vecchio servo pendeva ancora dalle labbra di lui con lo sguardo rilucente di attenzione e di devozione affettuosa.

Per questo io non mi meravigliai udendo:

—Datemi ancora un po' di cognac. Sono tutto gelato!

Bisognò che mi cadesse sotto gli occhi il bicchierino ricolmo, e quella mano esangue che s'allungava tremando, perchè un nuovo soffio d'inquietudine passasse sulla mia anima e la increspasse.

Ma egli si rizzò.

—Avrai tu voglia di leggere?—mi chiese a bruciapelo, prima di allontanarsi.

Vedo ancora il suo sorriso ambiguo presto dileguato, soggiaccio ancora adesso a quel pauroso smarrimento che mi prese allora, quasi io mi fossi, per un attimo, affacciato a un abisso.

—Che significa questo?—esclamai, fissandolo, nella vertigine.

Egli rise un'ultima volta.