—Una sciocchezza,—rispose sorridendo, mentre avvicinava il bicchierino alle labbra.
Appena Giuseppe fu uscito, gli feci:
—Cos'hai?
Egli rialzò la faccia su cui moriva l'ultima traccia del sorriso; mi fissò con quegli occhi che brillavano, e rispose:
—Voglio scacciar questo po' di languore.
Poi, avvedendosi forse del turbamento che mi teneva, soggiunse:
—Ti fo paura? Un poco fa mi son visto nello specchio, e mi son fatto paura a me stesso. Eppure non mi son mai sentito forte così!
Queste parole mi agitarono.
—Lèggimi,—gli dissi,—il tuo racconto, se stasera non esci.
—Te lo leggerai tu domani.