Ed uscii, e rifeci quella strada, senza un piano prestabilito, senza neppur confusamente sapere a che mirassi.

E arrivai sotto la finestra di fuoco, e tesi gli orecchi, aspettando, con un brivido nelle reni, l'eco d'un vagito.

—Volete salire?—chiese un'ombra accennante verso me.

Io volevo a mia volta muovere una domanda, e non potevo. Battevo i denti, nella febbre.

L'ombra, indovinando, soggiunse:

—La levatrice tornerà prima dell'alba.

Poi replicò:

—Volete forse salire?

Io fuggii.

Un'ora dopo salivo le scale della levatrice.