Ella scoteva il capo, sempre singhiozzando.

—Promettetemi almeno che tenterete!

—Tenterò! Lasciatemi!

Io uscii.

E andai, nella notte, molte ore, con le gambe spezzate.

Perseguitato da un grido atroce, pensavo:—Egli avrà appena forza di mettere un vagito: un vagito soffocato che nessuno udirà.—Eppure il grido mi feriva ancora!

Più tardi, verso l'alba, un'immagine di adolescente da' capelli bruni m'era entrata nella mente, incutendomi un gran terrore.—Non vivrà!—pensavo.—Non sarà mai un adolescente.—E tuttavia l'immagine viveva. Invano mi affannavo a distruggerla. Rinasceva con le medesime fattezze, co' medesimi riccioli bruni. E il mio terrore cresceva!

Dappertutto la ritrovavo, e la riconoscevo. Inutile fuggire: mi teneva dietro sorridendo, mentre io fuggiva con ribrezzo. Quel sorriso! Mi velavo gli occhi: e lo vedevo ancora, tra i brividi.

Sull'alba risalii quella scala, picchiai di nuovo a quell'uscio.

Ricomparve la ragazza bionda col lume.