—Tua madre?

L'aspettata irruppe, pallida come la morte.

Io le afferrai un braccio. Sospeso tra la morte e la vita gridai:

—Ebbene?

—Ah perdonatemi!—scoppiò.—Ci vorrebbe un cuore di tigre! Se vedeste che bel bambino!

… Quando riapersi gli occhi, la lucerna era spenta; e la bianca luce mattutina penetrava per l'unica finestra, rischiarando il profilo dell'estranea, che mi vegliava.

Io mi levai, e mi avviai; sulla soglia ritirai come dalle spire d'un serpe la mano ch'ella mi teneva fra le sue, e ridiscesi.

Tre volte, andando, mi rivolsi a vedere chi m'inseguisse. Tre volte mi dissi ch'era l'eco de' miei passi che risonavan sul selciato della via vuota come una tomba.

Davanti al piccolo cancello pensai:

—A che questo supremo strazio?