Dieci giorni appena eran passati da quella scena: e mi parevan cent'anni.—Avevo sempre aspettato lo scoppio definitivo con quel nascosto violento affanno con cui si aspetta, sotto un cielo saturo di elettricità, l'esplosione del temporale.

«Che sia questa l'ora?» mi domandavo adesso, tutto sbigottito.

E non osavo rispondermi.

—Abbi pazienza!—aveva detto lui.—Una notte è forse l'eternità?

Ma io non potevo più reggere a quell'ansia occulta. Impazientito insorsi:

—Che gusto sfruttare la curiosità fino a questo punto!

Egli ebbe un sorriso tenue, appena percettibile, che aumentò il mio affanno.

—È una crudeltà!—rincalzai.

E poi ch'egli seguitava a tacer sorridendo, mi detti a implorare, come un mendico:

—Il titolo, almeno!