— Nol so, signore.

— È dunque disabitato?

— No, non è disabitato; il castaldo e la governante, vi sono, a quanto credo. »

All'udir ciò, Sant'Aubert si decise a rischiare un rifiuto presentandosi al castello. Pregò il contadino di servir di guida a Michele, e gli promise una ricompensa. L'uomo riflettè un poco, e disse che avea altre faccende, ma che non potevano sbagliare seguendo il viale cui accennò. Sant'Aubert stava per rispondere, quando il paesano, augurandogli la buona notte, lo lasciò senza aggiugner altro.

La carrozza si diresse al viale, cui si trovò sbarrata da una stanga; Michele smontò ed andò a levarla. Penetrarono allora tra antichi castagni e querce annose, i cui rami intralciati formavano una vôlta altissima: eravi qualcosa di deserto e di selvaggio nell'aspetto di quel viale, ed il silenzio erane tanto imponente, che Emilia si sentì côlta da involontario tremore. Ricordavasi l'accento del paesano nel parlare di quel castello: essa dava alle di lui parole un'interpretazione più misteriosa che non avesse fatto prima: cercò nullameno di calmare la paura; pensò che un'imaginazione turbata ne l'avea resa suscettibile, e che lo stato del padre e la sua propria situazione dovevano senza dubbio contribuirvi.

Inoltrarono lentamente; l'oscurità era quasi completa: il terreno disuguale e le radici degli alberi che l'imbarazzavano ad ogni tratto obbligavano a molta precauzione. D'improvviso, Michele si fermò: Sant'Aubert guardò per saperne la causa. Vide a qualche distanza una figura traversare il viale; faceva troppo buio per distinguere di più, ed egli ordinò d'avanzare.

« Mi sembra un luogo strano, » disse Michele; « non veggo case, e faremmo meglio a tornar indietro.

— Andate un po' più innanzi, e se non vedremo edifizi, torneremo sulla strada maestra. »

Michele s'avanzò, ma con ripugnanza; e l'eccessiva lentezza della sua marcia fe' riaffacciare Sant'Aubert alla portiera, e vide ancora la medesima figura. Questa volta trasalì. Probabilmente l'oscurità lo rendea proclive a spaventarsi più del consueto; ma, checchè esser potesse, fermò Michele, e gli disse di chiamar l'individuo che traversava di tal modo il viale.

« Con vostro permesso, » disse Michele, « può bene essere un ladro.