— Non dubitatene, » gli rispose Sant'Aubert; « le separazioni sarebbero troppo dolorose se le credessimo eterne. Sì, Emilia cara, noi ci ritroveremo un dì. »

Alzò gli occhi al cielo, ed i raggi della luna, che cadevan sopra di lui, mostrarono tutta la pace e la rassegnazione dell'anima sua, malgrado l'espressione della tristezza.

Voisin comprese aver troppo prolungato il tema, e l'interruppe dicendo: « Ma noi siamo all'oscuro; abbiamo bisogno di un lume.

— No, » gli disse Sant'Aubert, « preferisco il chiaro della luna: non v'incomodate, caro amico. Emilia, amor mio, io sto ora assai meglio di quel che non lo sia stato tutto il giorno. Quest'aria mi rinfresca; io gusto questo riposo, e mi compiaccio di ascoltare questa bella musica che si ode in lontananza. Lasciami vedere il tuo sorriso. Chi è che suona così bene la chitarra? » diss'egli in seguito; « son due strumenti oppure un'eco?

— È un'eco, o signore, almeno io lo credo. Ho inteso spesso questo strumento la notte, quando tutto è in calma: ma nessuno conosce chi lo suona. Talvolta è accompagnato da una voce, ma sì dolce e così trista, che si potrebbe credere compaiano spiriti nel bosco.

— Vi compariranno per certo, » disse Sant'Aubert sorridendo, « ma in carne ed ossa.

— Qualche volta, a mezzanotte, quando non posso dormire, » proseguì Voisin, il quale non badò a quell'osservazione, « l'ho sentita quasi sotto le mie finestre, nè mai ho intesa musica tanto piacevole: essa mi faceva pensare alla mia povera moglie, e piangeva. Talfiata apersi la finestra per procurare di scorgere qualcuno, ma nell'istante medesimo cessava l'armonia, e non si vedeva nessuno. Ascoltava con tanto raccoglimento, che il rumore d'una foglia o il menomo vento finiva col farmi paura. Si diceva che questa musica fosse un annuncio di morte; ma son molti anni che l'ascolto e sopravvivo ancora a questo tristo presagio. »

Emilia sorrise ad una superstizione tanto ridicola, e non pertanto, nella posizione del suo spirito, essa non potè del tutto resistere alla sua impressione contagiosa.

« Va bene, amico mio, disse Sant'Aubert; ma se qualcuno avesse avuto il coraggio di andar dietro al suono, il musico sarebbe stato conosciuto. Nessuno l'ha fatto?

— Sì, signore, fu tentato più volte, si è seguita la musica sino al bosco, ma essa si ritirava a misura che noi avanzavamo, e sembrava sempre alla medesima distanza: i nostri villani hanno avuto paura, e non vollero andar più oltre. Ben di rado la si sente tanto di buon'ora come stasera; d'ordinario ciò accade verso mezzanotte quando quella fulgida stella che si trova adesso al di sopra di quelle torrette tramonta a sinistra del bosco.