— Quali torrette? » domandò Sant'Aubert; « io non ne vedo alcuna.
— Perdonate, signore, eccone là una, sulla quale riflette la luna; vedete voi quel viale? il castello è quasi nascosto interamente dagli alberi.
— Sì, papà, » disse Emilia guardando; « non vedete voi qualche cosa brillare al disopra del bosco? io credo sia una banderuola, sulla quale riflettono i raggi della luna.
— Sì, ora vedo ciò che mi accenni. Di chi è quel castello?
— Il marchese di Villeroy ne era il possessore, » rispose Voisin con fare d'importanza.
— Ah! » disse Sant'Aubert agitatissimo: « siamo dunque così vicini a Blangy?
— Era la dimora favorita del marchese, » soggiunse Voisin; « ma la prese in antipatia, e son molti anni che non vi è stato: mi fu detto che è morto da poco tempo, e che questo feudo passò in altre mani. »
Sant'Aubert, ch'era caduto in pensieri, uscì dalla sua meditazione a queste ultime parole esclamando: « Morto! gran Dio! e da quanto tempo? »
— Mi fu detto esser già da quattro settimane, » rispose Voisin; « lo conoscevate voi forse?
— È cosa straordinaria, » rispose Sant'Aubert, senza fermarsi alla domanda.