— E perchè? » disse Emilia con timida curiosità. Egli non rispose, e ricadde nella sua meditazione; ne uscì poco dopo, e domandò chi fosse il suo erede.
« Mi son dimenticato del nome » disse Voisin; « ma so che questo signore abita Parigi, e che non pensa neppur per ombra di venire al suo castello.
— Il castello è egli ancora chiuso?
— A un bel circa, signore; la vecchia castalda e suo marito ne hanno cura, ma vivono in una casuccia poco distante.
— Il castello è spazioso, » disse Emilia, « e dee essere molto deserto, se non ha che due abitanti.
— Deserto! oh sì, signorina, » rispose Voisin; « non vorrei passarvi la notte per tutti i tesori del mondo.
— Che dite mai? » soggiunse Sant'Aubert, uscendo dalla sua meditazione; e Voisin ripetè l'istessa protesta. Sant'Aubert non potè trattenere una specie di singulto; ma quasi avesse voluto evitare le osservazioni, domandò prontamente a Voisin da quanto tempo abitasse quel paese.
« Quasi dalla infanzia, » rispose l'ospite.
— Vi rammentate voi della defunta marchesa? » disse Sant'Aubert con voce alterata.
— Ah! signore, se me lo ricordo; ve ne sono molti altri che non l'hanno dimenticata neppur essi.