— Ve le spiegherà egli stesso, o signora; mio padre lo conosceva, ed io lo credo irreprensibile.
— Sarà un cadetto, » sclamò la zia, « e per conseguenza un mendico. Così dunque mio fratello s'appassionò per cotesto giovine in pochi giorni! già fu sempre così; nella sua gioventù prendeva inclinazione o avversione, senza potere indovinarne il motivo; ed ho osservato più volte, che le persone dalle quali si allontanava, erano sempre più amabili di quelle che l'interessavano; ma dei gusti non si può disputare. Era assuefatto a fidarsi molto della fisonomia; qual ridicolo entusiasmo! Cos'ha di comune il volto d'un uomo col suo carattere? Un uomo dabbene non potrà forse qualche volta avere una fisonomia spiacevole? »
La Cheron pronunziò questa sentenza col tuono trionfante di una persona, la quale, credendo aver fatta una grande scoperta, se ne applaudisce, e pensa non si possa contraddirla.
Emilia, desiderando finire quel colloquio, pregò la zia di accettare qualche rinfresco.
Appena giunta a casa, questa le ordinò di fare i suoi preparativi della partenza per Tolosa fra due o tre ore. Essa la scongiurò di differire almeno fino al giorno seguente, e l'ottenne con qualche difficoltà.
Il resto del giorno fu passato nell'esercizio di una pedantesca tirannia per parte della zia, e nei disgusti e nel dolore per parte della nipote. Appena quella si fu ritirata, Emilia diede l'ultimo addio alla casa, ch'era stata la sua culla. La lasciava senza sapere il tempo della sua assenza, e per un nuovo genere di vita che ignorava assolutamente; ma non poteva vincere il presentimento che non sarebbe mai più ritornata nella valle. Mentre era nella biblioteca paterna, e che sceglieva qualche libro per portar seco, Teresa aprì la porta onde assicurarsi, secondo il consueto, se tutto era in ordine, e restò sorpresa di trovare colà la padroncina. Emilia le diede le opportune istruzioni pel mantenimento del castello.
« Oimè! » le disse Teresa; « voi dunque partite? Se non m'inganno però mi sembra che voi sareste più felice qui, che non dove vogliono condurvi. »
Emilia non le rispose, e tornò nella sua camera. Ivi giunta, si mise alla finestra, e vide il giardino fiocamente illuminato dalla luna che sorgea allora al disopra dei fichi. La placida bellezza della notte accrebbe il di lei desiderio di gustare un tristo piacere, facendo pure i saluti ai luoghi prediletti della sua infanzia. Si sentì spinta a scendere, e gettandosi indosso il velo leggero col quale soleva passeggiare, entrò a cauti passi nel giardino, e si diresse celeremente verso i boschetti lontani, lieta di respirar ancora un'aura libera e sospirare senza essere osservata da veruno. Il profondo riposo della natura, i soavi effluvi diffusi dal notturno zeffiro, la vasta estensione dell'orizzonte e l'azzurro firmamento stellato rapivano in dolce estasi l'anima sua e la portavano gradatamente a quelle altezze sublimi donde le orme di questo mondo svaniscono.
Emilia fissò gli occhi sul platano, e vi riposò per l'ultima volta. Quivi, ancor poche ore prima, ella discorreva con Valancourt. Ricordossi la confessione da lui fatta che spesso vagolava la notte intorno alla sua dimora, che ne scavalcava il recinto; e d'improvviso pensò che in quel momento stesso egli poteva trovarsi forse in giardino. La paura d'incontrarlo, il timore altresì delle censure della zia la indussero a ritirarsi in casa. Si fermava spesso ad esaminare i boschetti prima di traversarli; vi passò senza vedere alcuno; ma giunta ad un gruppo di mandorli più vicino alla casa, ed essendosi voltata per vedere ancora il giardino, credette scorgere una persona uscire dai pergolati più tenebrosi ed avviarsi lentamente per un viale di tigli, allora illuminato dalla luna. La distanza, la luce troppo fioca, non le permisero d'accertarsi se fosse illusione o realtà. Continuò a guardare alcun tempo, e poco dopo credette udir camminare a sè vicino. Rientrò a precipizio, e tornata nella sua stanza, aprì la finestra nel momento in cui qualcuno penetrava sotto i mandorli, nel luogo stesso da lei lasciato poc'anzi. Chiuse la finestra, e, benchè agitatissima, potè gustare qualche ora di sonno.