— Ah! signora, » rispose Emilia, « potete voi supporre ch'io fossi capace di farlo?
— Io non so cosa supporre; la gioventù non si capisce, chè manca troppo di buon senso per desiderar di essere rispettata.
— Io mi rispetto da me stessa, » replicò Emilia; « il padre mio me ne ha sempre insegnata la necessità. Egli mi diceva che, colla mia propria stima, otterrò sempre quella degli altri.
— Mio fratello era un buon uomo, » soggiunse la Cheron, « ma non conosceva il mondo. Ma... in somma, non mi avete fatta la promessa che esigo da voi. »
Emilia fece la promessa, e andò a passeggiare in giardino. Arrivata al suo padiglione favorito, sedette vicino alla finestra che guardava in un boschetto. La calma di quella solitudine le permetteva di raccogliere i suoi pensieri e di giudicare da per sè della sua condotta. Si rammentò il colloquio avuto al castello, e si convinse con gioia, che nulla poteva allarmare il suo orgoglio, nè la sua delicatezza; si confermò nella stima di sè medesima, e della quale sentiva tanto bisogno. In ogni caso, si decise a non alimentare una corrispondenza segreta, e ad osservare la medesima riserva con Valancourt allorchè lo incontrerebbe. Nell'atto che faceva queste riflessioni, versò alcune lacrime, ma le asciugò prontamente, quando sentì camminare, aprire il padiglione, e, girando la testa, ebbe riconosciuto Valancourt. Un misto di piacere, di sorpresa e terrore s'impadronì tanto del suo cuore, che ne fu vivamente commossa. Impallidì, arrossì, e restò alcuni istanti nell'impossibilità di parlare, e di alzarsi dalla sedia. Il volto di Valancourt era lo specchio fedele di ciò che doveva esprimere il suo: la di lui gioia fu sospesa quando s'accorse dell'agitazione di Emilia. Rinvenuta dalla prima sorpresa, essa rispose con un dolce sorriso; ma una folla di contrari affetti assalirono nuovamente il di lei cuore, e lottarono con forza per soggiogar la sua risoluzione. Era difficile conoscere se la vinceva in lei o la gioia di veder Valancourt, o la paura de' trasporti ai quali si abbandonerebbe la zia allorchè saprebbe quest'incontro. Dopo qualche parola altrettanto laconica che imbarazzata, lo condusse in giardino e gli domandò se avesse veduta la signora Cheron.
« No, » diss'egli, « non l'ho veduta, mi fu detto ch'era occupata, e quando ho saputo ch'eravate in giardino, mi sono affrettato di venirvi a trovare. » Poi soggiunse: « Posso io arrischiare di dirvi il soggetto della mia visita senza incorrere nel vostro sdegno? Posso io sperare che non mi accuserete di precipitazione, usando del permesso che mi accordaste, d'indirizzarmi ai vostri parenti? »
Emilia non sapea che cosa rispondere, ma la sua perplessità non fu di lunga durata, e fu di nuovo assalita dal terrore allorchè, alla svolta del viale, vide la signora Cheron. Ella aveva ripreso il sentimento della propria innocenza, ed il suo timore ne fu affievolito in guisa, che, in vece di evitare la zia, le andò incontro tranquillissima con Valancourt. Il malcontento e l'impaziente alterigia con cui li osservava la Cheron sconcertarono però Emilia: comprese che quell'incontro sarebbe stato creduto premeditato; presentò il giovane, e, troppo agitata per restar con loro, corse a chiudersi in casa, ove aspettò lungamente e con estrema inquietudine il risultato della conferenza. Non sapeva immaginarsi come l'amante avesse potuto introdursi in casa della zia prima di avere ottenuto il permesso che domandava. Ignorava essa una circostanza che doveva rendere inutile questo passo, nel caso ben anco che la Cheron l'avesse accolto. Valancourt, nell'agitazione del suo spirito, aveva obliato di datare la sua lettera; in conseguenza, non avrebb'ella potuto rispondergli.
La signora Cheron ebbe un lungo colloquio con Valancourt, e quando rientrò in casa, il suo contegno esprimeva più cattivo umore che quell'eccessiva severità di cui aveva fremuto Emilia.
« Finalmente, » disse la zia, « ho congedato quel giovinetto, e spero che non riceverò più simili visite, mi ha assicurata che il vostro abboccamento non era concertato.
— Signora, » disse Emilia commossa, « voi glie ne faceste domanda?