« Come fa freddo qui, » disse Annetta; « a quanto si dice, non vi ha abitato nessuno da molti secoli. Andiamo via.
— Da questa parte potremo forse arrivare allo scalone, » rispose Emilia, e andando sempre avanti, si trovarono in una sala guarnita di quadri; prese il lume per esaminare quello d'un soldato a cavallo sul campo di battaglia. Egli puntava la spada sopra un uomo disteso ai piedi del suo destriero, e che sembrava chiederli mercè. Il soldato, colla visiera alzata, lo guardava con l'aria della vendetta.
Quest'espressione e tutto il complesso sorpresero Emilia per la sua somiglianza con Montoni; fremè e volse altrove lo sguardo. Passando col lume accanto agli altri quadri, ne vide uno coperto da un velo nero; questa singolarità la colpì; fermossi coll'intenzione di alzare il velo e considerare ciò che v'era nascosto con tanta cura; pure esitò. « Madonna! » gridò Annetta; che vuol dir mai questo? È sicuramente la pittura, il quadro di cui si parlava a Venezia.
— Che pittura? » disse Emilia. « Che quadro?
— Un quadro, » rispose Annetta, tremante e pallida. « Non ho mai potuto sapere ciò che fosse.
— Alza quel velo, Annetta.
— Chi? io, signorina, io? No, per tutto l'oro del mondo.
— Ma che cosa hai saputo su questo quadro, che ti spaventa tanto?
— Nulla, signorina, non mi è stato detto nulla. Andiamo via.
— Sicuro, ma prima voglio vedere il quadro; piglia il lume, Annetta, alzerò io il velo. »