— Sarebbe azione degna dell'amico d'un infame, » disse Morano, e la violenza dello sdegno lo fe' sollevare dalle braccia de' servi; ma la di lui energia fu momentanea, e ricadde spossato. La gente di Montoni tratteneva Verrezzi, il quale pareva disposto a compiere la sua minaccia. Cavignì, meno irritato di lui cercava di farlo uscire, Emilia, trattenuta fin allora dalla compassione, stava per ritirarsi, quando la voce di Morano l'arrestò. Le fe' cenno di avvicinarsi. Ella si avanzò timidamente, ma il languore che sfigurava la faccia del ferito, eccitò la di lei pietà.
« Vi lascio per sempre, » ei le disse; « forse non vi vedrò più. Vorrei portar meco il vostro perdono, e, se non fossi troppo importuno, ardisco chiedere la vostra benevolenza.
— Ricevete questo perdono, » disse Emilia, « coi voti più sinceri per la vostra pronta guarigione. »
Scongiuratolo quindi ad uscir tosto dal castello, recossi dallo zio. Egli era nel salotto di cedro su di un sofà, e soffriva molto della sua ferita, ma la sopportava con gran coraggio.
Emilia tremava nell'avvicinarsegli; ei la rampognò forte per non aver obbedito subito, e attribuì a capriccio la di lei pietà pel ferito.
La fanciulla, punta da quelle oltraggiose parole, non rispose.
In quella Lodovico entrò nella stanza, riferendo che trasportavano Morano su d'una materassa ad una capanna poco distante. Montoni parve placarsi, e disse ad Emilia che poteva tornare alla sua camera. Ella andossene volentieri; ma l'idea di passar la notte in una stanza che poteva esser aperta a tutti, le fece allora più spavento che mai. Risolse di andare da sua zia a chiederle il permesso di condur seco Annetta.
Nell'avvicinarsi alla galleria, udì voci di persone che parevano altercare; riconobbe ch'erano Cavignì e Verrezzi; quest'ultimo protestava di voler andare ad informar Montoni dell'insulto fattogli da Morano. Cavignì parea cercar di calmarlo.
« Non si deve badare, » diceva egli, « alle ingiurie d'un uomo in collera; la vostra ostinazione sarà funesta al conte ed a Montoni; noi abbiamo ora interessi molto più seri da discutere. »
Emilia unì le sue preghiere alle ragioni di Cavignì, e riuscirono in fine a distoglier Verrezzi dal suo progetto.