« Quant'anni sono scorsi, » disse Emilia, « dacchè è sparita questa signora?
— Venti anni circa, a quel che dicono. »
La fanciulla continuò ad esaminare il ritratto.
« Io penso, » ripigliò Annetta, « che il signor Montoni dovrebbe situarlo in una camera più bella. A parer mio, il ritratto della signora, della quale ha ereditate le ricchezze, dovrebbe stare nell'appartamento nobile. In verità, era una bella donna, ed il padrone potrebbe, senza vergognarsi, farlo portare nel grand'appartamento dove c'è il quadro velato. (Emilia si volse). È vero che non lo si vedrebbe meglio: ne trovo sempre chiusa la porta.
— Usciamo, » disse Emilia; « lascia, Annetta, che torni a raccomandartelo; procura di esser riservatissima nei tuoi discorsi, e non far sospettare che tu sappia la minima cosa, a proposito di quel quadro.
— Santo Dio, non è già un segreto: tutti i servitori lo hanno veduto più volte.
— Ma come può essere? » disse Emilia sussultando; « veduto! quando? come?
— Non c'è nulla di sorprendente: già noi siam tutti un pochetto curiosi.
— Ma se mi dicesti che la porta era chiusa?
— Se così fosse, come avremmo potuto entrare? » E guardava da per tutto.