— Voi parlavate di far rimproveri al signor Montoni... » disse Emilia titubante.
— Che! Forse non li merita?
— Certo; ma non credo sia prudenza il farglieli nella situazione attuale.
— Prudenza! prudenza con un uomo che senza scrupolo calpesta perfino le leggi dell'umanità! ed userò prudenza con costui? No, non sarò vile a tal segno.
— Pel vostro solo interesse, e non per quello di Montoni, » disse Emilia modestamente, « stimerei bene di consultar la prudenza. I vostri rimproveri, quantunque giusti, riescirebbero vani, nè farebbero che spingerlo a terribili eccessi.
— Come! Dovrei dunque sottoporrai ciecamente a tutto ciò ch'ei mi comanda? Pretendereste ch'io me gli gettassi ai piedi per ringraziarlo della sua crudeltà? Pretendereste che gli facessi donazione di tutti i miei beni?
— Cara zia, io forse mi spiego male! non sono in caso di consigliarvi sopra un punto tanto delicato; ma soffrite che ve lo dica: se amate il vostro riposo, cercate di calmare il signor Montoni, anzichè irritarlo.
— Calmarlo! è impossibile, ripeto, non voglio neppur provarmici. »
Emilia, benchè piccata dall'ostinazione e dalle false idee della zia, sentiva pietà de' di lei infortunii, e fece il possibile per calmarla e consolarla, dicendole:
« La vostra situazione è forse meno disperata che non crediate. Il signor Montoni può dipingervi i suoi affari in uno stato più cattivo di quello che lo siano realmente, per esagerare e dimostrare il bisogno che ha della vostra cessione; d'altronde, finchè conserverete i vostri beni, vi offriranno una risorsa, se la futura condotta di vostro marito vi obbligasse a separarvi da lui....