« Di sicurezza! » sclamò Emilia senza riflettere. « Il signor Montoni ha dunque tanta considerazione per me? » Carlo non rispose. La fanciulla fu alternativamente combattuta da mille contrari affetti: sembravale impossibile che Montoni prendesse misure per la di lei sicurezza. Era tanto strano il farla uscire dal castello, ch'essa non attribuiva questa condotta se non al disegno di eseguir qualche nuovo progetto di vendetta, come ne l'avea minacciata; poco dopo rallegravasi all'idea di partire da que' tristi luoghi; ma poscia, pensando alla probabilità che Valancourt fosse ivi prigioniero, se ne accorava vivamente.
Carlo le rammentò che non c'era tempo da perdere, il nemico essendo in vista. Emilia lo pregò di dirle in qual luogo dovessero condurla. Egli esitò, ma essa ripetè la domanda, ed allora rispose: « Credo che dobbiate andare in Toscana. »
— In Toscana! » sclamò la fanciulla; « e perchè in quel paese? »
Carlo disse di non saper altro, se non che sarebbe stata condotta sui confini toscani, in una casuccia alle falde degli Appennini, distante qualche giornata di cammino.
Emilia lo congedò. Preparava tremante una piccola valigia, quando comparve Annetta.
« Oh! signorina, non c'è più scampo; Lodovico assicura che il nuovo portinaio è ancor più vigilante di Bernardino. Il povero giovane è disperato per me, e dice che morirò di spavento alla prima cannonata. »
Si mise a piangere, e sentendo che Emilia partiva, la pregò di condurla seco.
« Ben volentieri, » rispose questa, « se il signor Montoni vi acconsente. »
Annetta non le rispose, e corse a cercar il castellano, ch'era sulle mura circondato dagli uffiziali. Pregò, pianse e si strappò i capegli, ma tutto fu inutile, e Montoni la scacciò duramente con una ripulsa.
Nella sua disperazione, tornò presso Emilia, la quale augurò male da quel rifiuto. Vennero tosto ad avvertirla di scendere nel gran cortile, ove le guide e le mule l'attendevano. Essa tentò indarno di consolare Annetta, che, struggendosi in pianto, ripeteva ognora, che non avrebbe più riveduta la sua cara padroncina. Questa pensava fra sè, che i suoi timori potevano esser pur troppo fondati, pure cercò di calmarla, e le disse addio con apparente tranquillità. Annetta l'accompagnò nel cortile, la vide montare su d'una mula, e partire colle guide, poi rientrò nella sua stanza per piangere liberamente.