Dopo molte ore di penoso cammino, interrotto ben anco da una violenta burrasca, si trovarono fuori di quei boschi. Ad Emilia parve d'esser rinata, riflettendo che se quei due uomini avessero avuto ordine d'ucciderla, l'avrebbero certo eseguito nell'orrido deserto dond'erano usciti, e dove mai se ne sarebbe potuto trovare la traccia. Rianimata da questa riflessione, e dalla tranquillità delle sue guide, discese tacendo per un sentiero fatto solo per gli armenti, contemplando con interesse la sottoposta valle coronata a levante e a settentrione dagli Appennini; a ponente ed a mezzogiorno, la vista si estendeva per le belle pianure della Toscana.
« Il mare è là, » disse Bertrando, quasi avesse indovinato che Emilia esaminava quegli oggetti cui il chiaro di luna le permetteva di scorgere; « desso sta ad occidente, benchè non possiamo distinguerlo. »
Emilia trovò subito una differenza di clima, molto più temperato di quello de' luoghi alpestri, poco prima attraversati. Il paese ora contrastava tanto colla grandezza spaventosa di quelli, ov'era stata confinata, e co' costumi di coloro che vi abitavano, che Emilia si credè trasportata nella sua cara valle di Guascogna. Stupiva come Montoni l'avesse mandata in quel delizioso paese, e non potea credere fosse stato scelto da lui per servir di teatro ad un delitto.
La fanciulla si arrischiò a chiedere se il luogo di loro destinazione fosse ancora molto distante. Ugo le rispose che non n'erano lontani. « A quel bosco di castagni in fondo alla valle, » diss'egli, « vicino al ruscello, dove specchiasi la luna. Non vedo l'ora di riposarmi là con un fiasco di vino buono ed una fetta di prosciutto. » Emilia esultò udendo che il suo viaggio stava per finire. In pochi momenti giunsero all'ingresso del bosco. Videro da lontano un lume: avanzaronsi costeggiando il ruscello, ed arrivarono in breve ad una capanna. Bertrando battè forte. Un uomo si affacciò ad una finestrella, ed avendolo riconosciuto, scese immediatamente ad aprir la porta. L'abitazione era rustica, ma decente; costui ordinò alla moglie di portar qualche rinfresco ai viaggiatori, ed intanto parlò in disparte con Bertrando: Emilia l'osservò; era un contadino grande, ma non robusto, pallido, e di sguardi penetranti. Il di lui esteriore non annunziava un carattere capace d'ispirar fiducia, e non aveva modi che potessero conciliargli la benevolenza.
Ugo s'impazientiva, chiedeva da cena, e prendeva anche un fare autorevole, che non sembrava ammettere replica. « Vi aspettava un'ora fa, » disse il contadino, « avendo già ricevuto una lettera del signor Montoni.
— Fate presto, per carità, abbiamo fame; e sopratutto portate tanto vino. » Il contadino ammannì loro immediatamente lardo, vino, fichi, pane ed uva squisita. Dopo che Emilia si fu alquanto rifocillata, la moglie del contadino le indicò la sua camera. La fanciulla le fece alcune interrogazioni intorno a Montoni: Dorina, così chiamavasi la donna, rispose con molta riservatezza, pretendendo ignorare le intenzioni di sua eccellenza. Convinta allora che non avrebbe ricevuto alcuno schiarimento sul nuovo suo destino, la licenziò, e coricossi; ma le scene maravigliose accadute, tutte quelle che prevedeva, si presentarono a un tempo alla di lei inquieta immaginazione, e concorsero col sentimento della nuova situazione a privarla d'ogni sonno.
CAPITOLO XXXII
Quando, allo spuntar del giorno, Emilia aprì la finestra, restò sorpresa contemplando le bellezze che la circondavano. La casa era ombreggiata da castagni, misti a cipressi e larici. A settentrione e a levante gli Appennini, coperti di boschi, formavano un anfiteatro superbo e maestoso. Le loro falde verdeggiavano di vigne e di oliveti. Le ville elegantissime della nobiltà toscana, sparse qua e là sui colli, formavano una vista sorprendente. L'uva pendeva a festoni dai rami dei pioppi e dei gelsi. Prati immensi costeggiavano il ruscello che scendeva dalle montagne; a ponente ed a mezzogiorno, si scorgeva il mare a gran distanza. La casa era esposta a mezzogiorno, e circondata da fichi, gelsomini e viti dai rubicondi grappoli, che pendevano intorno alle finestre: il praticello innanzi alla casa era smaltato di fiori e d'erbe odorifere. Quel luogo era per Emilia un boschetto incantato, la cui vaghezza comunicò successivamente al di lei spirito la calma, che non aveva gustata da tanto tempo.
Fu chiamata all'ora della colazione dalla figlia del contadino, fanciulla di fisonomia interessante, dell'età di circa diciassette anni. Emilia vide con piacere che parea animata dalle più pure affezioni della natura: tutti quelli che la circondavano, annunziavano più o meno cattive disposizioni: crudeltà, malizia, ferocia e doppiezza; quest'ultimo carattere distingueva specialmente la fisonomia di Dorina e di suo marito. Maddalena parlava poco, ma con voce soave ed un'aria modesta e compiacente che interessarono Emilia. Le donne fecero colazione in casa mentre Ugo, Bertrando ed il loro ospite mangiavano sul prato prosciutto e formaggio, inaffiati di vini toscani. Appena ebbero finito, Ugo andò in fretta a cercare la sua mula. Emilia seppe allora ch'egli doveva tornare ad Udolfo, mentre Bertrando sarebbe rimasto alla capanna.