« Voi fate una vita deliziosa, » disse il conte; « la vita del cacciatore è piacevole e salubre, ed il riposo è più caro allorchè succede alla stanchezza.

— Sì, » rispose uno degli ospiti, « la nostra vita è piacevolissima, ma solamente nella stagione d'estate e d'autunno; nell'inverno, questi luoghi sono orribili, e non si può fare veruna caccia.

— È una vita libera ed amena, » soggiunse il conte; « passerei volentieri un mese con voi.

— A proposito, » disse Giacomo, « non mi rammentava che abbiamo tordi; Pietro, va a prenderli; li cuoceremo per questi tre signori. »

Il conte fece alcune interrogazioni sul loro modo di cacciare, ed ascoltava attento e con molta compiacenza i loro curiosi dettagli, quando si udì il suono d'un corno. Bianca guardò il padre: ma egli continuava il suo discorso, quantunque girasse spesso gli occhi verso la porta con qualche inquietudine. « Sono i nostri compagni, » disse negligentemente uno di quegli uomini.

Comparvero di lì a poco due altri col moschetto in ispalla e le pistole alla cintura.

« Ebbene, fratelli, avete fatto buona caccia? Se portate nulla, non avrete da cena.

— Chi diavolo son costoro? » dissero essi in cattivo spagnuolo, accennando il conte ed il suo seguito. « Sono Spagnuoli o Francesi? Dove li avete incontrati?

— Son loro che hanno incontrato noi, » disse Giacomo in francese, « e l'incontro è gradevolissimo. Il cavaliere e la sua comitiva s'erano smarriti in queste montagne, e ci hanno chiesto di passar la notte nel forte. »

Gli altri non risposero nulla, e cavarono da una bisaccia una gran provvisione di uccelli: quindi lasciarono cascare in terra la bisaccia, che risuonò facendo conoscere che conteneva una quantità non indifferente di monete. Il conte allora, insospettito, considerò colui che la portava. Era un uomo grande e robusto, di faccia audace, ed invece di un abito da cacciatore, vestiva una divisa militare logora; i suoi sandali laceri erano affibbiati sulle gambe nude e nerborute; portava in testa una specie di berretto di cuoio somigliante molto ad un antico elmo romano. Il conte alla perfino abbassò gli occhi, e restò muto e pensieroso. Nel rialzarli, vide in un canto della sala l'uomo che non cessava di guardare Santa-Fè, il quale parlava con Bianca e non gli badava. Poco dopo, vide quell'istesso uomo battere sulla spalla del soldato, egualmente attento ad osservare Santa-Fè; egli, vedendo che il conte lo guardava, volse gli occhi altrove, ma Villefort concepì qualche diffidenza, che però non volle esternare, e facendo ogni sforzo per sorridere, si mise a parlar con Bianca. Poco dopo rialzò gli occhi, ma il soldato ed il suo compagno erano scomparsi.