« Mi pare, signore, » diss'egli, « di sentir venire de' muli dal fondo della valle, ma il mormorio del torrente m'impedisce di accertarmene; ho portato meco l'occorrente pel trasporto del signor cavaliere. »

Mostrò allora una gran pelle d'orso attaccata a due pertiche che formava una comoda lettiga, di cui si servivano i banditi per trasportare i loro feriti. Lodovico la spiegò, vi adattò sopra alcune pelli di capra per renderla più morbida, fasciò le ferite del cavaliere, ed avendovelo posato dolcemente, le due guide, prendendo le quattro estremità delle pertiche sulle spalle, s'incamminarono per andarsene insieme ai servitori del conte, alcuni dei quali erano stati leggermente feriti. Passando per la sala, udirono da lontano un tumulto orribile: Bianca ne fu molto allarmata.

« Non temete, » disse Lodovico, « son tutti quei birbanti chiusi nella torre.

— Mi sembra che atterrino la porta, » disse il conte.

— È impossibile, signore, » rispose Lodovico, « perchè la porta è di ferro. Noi non abbiamo nulla da temere: intanto io andrò avanti per osservar meglio se mai si ode o non si vede nulla. »

Tutti lo seguirono; dopo essere stati alcun poco in ascolto, non udirono altro che il mormorio del torrente, ed una fresca brezzolina che agitava i rami dell'antica quercia nel cortile. I viaggiatori videro allora con estremo piacere che cominciava a spuntar il giorno, e Lodovico, alla testa della comitiva, la fece scendere nella valle per un sentiero opposto a quello pel quale erano venuti colà.

« Evitiamo la strada, » diss'egli, « che hanno preso i banditi stamattina. »

I viaggiatori si trovarono ben presto in una strettissima valle: l'alba imbianchiva gradatamente i monti, e scopriva verdi praticelli che ricoprivan le falde delle rupi, sulle quali sorgevano le querce ed i lecci; la tempesta era cessata; l'aria del mattino e la vista di quella verzura, ancor più fresca per la pioggia della notte, rianimarono gli spiriti abbattuti della comitiva. Il sole sorse di lì a poco, e tutte le piante rosseggiarono in breve de' suoi raggi dorati; un resto di nebbia aggiravasi ancora in fondo alla valle, ma il vento la cacciava, ed a poco a poco il sole la fece sparir tutta. Dopo aver percorso una lega di cammino, Santa-Fè si querelò dell'eccessiva debolezza: sostarono per ristorarlo, e lasciar riposare i portatori. Lodovico si era munito, prima di partire, di qualche bottiglia di vino di Spagna, e ne distribuì a tutta la carovana; ma Santa-Fè non potè risentirne che un sollievo momentaneo. Una febbre ardentissima acquistò nuova forza per l'uso di questa bibita; egli non poteva nascondere i suoi orribili patimenti, nè astenersi dall'esprimere il desiderio impaziente di giungere all'osteria, in cui avevano prefisso di passar la notte precedente.

Mentre riposavano tutti all'ombra degli abeti, il conte pregò Lodovico di spiegargli brevemente in qual modo fosse sparito dall'appartamento del nord, come avesse potuto cadere nelle mani di quei banditi, e contribuito in una maniera così prodigiosa a salvarlo colla sua famiglia. Il conte gli attribuiva giustamente la loro salvezza. Lodovico accingevasi ad obbedirlo, ma un colpo di pistola sparato nella strada già da essi percorsa cagionando nuovi timori, obbligò i viaggiatori a rimettersi in cammino.