« Oh! mio caro benefattore, » diceva essa, « io non sono mai stata così contenta come in questo punto. Poco fa eravamo immerse ambedue nella massima afflizione per causa vostra; credendo che foste morto, parlavamo di voi, e piangevamo insieme; in quella appunto bussaste alla porta: la mia cara padrona versava calde lagrime. »

Emilia guardò Teresa in atto di disapprovazione; ma, prima ch'ella potesse parlargli, Valancourt, incapace di contenersi ulteriormente, esclamò:

« Mia Emilia, vi son io dunque tuttavia caro? Voi mi onorate d'un pensiero, d'una lagrima! O cielo! Voi piangete, anche adesso piangete!

— Signore, » disse Emilia, procurando di frenare il pianto, « Teresa ha ben ragione di ricordarsi di voi con gratitudine. Ella era afflittissima di non aver avuto vostre notizie: permettetemi che vi ringrazi anch'io di tutte le bontà di cui la colmaste. Ora son tornata, e spetta a me di averne cura.

— Emilia, » le disse Valancourt, non sapendo più contenersi, « così accogliete voi colui che già una volta volevate onorare della vostra mano, colui che vi ha amata tanto, e che tanto ha sofferto per voi? Ma che potrò io allegare in mia difesa? Perdonatemi, signora, perdonatemi, non so più quel che mi dica: non ho più diritto ai vostri pensieri: ho perduto tutti i miei titoli alla vostra stima e al vostro amore. Sì, ma non oblierò mai d'averli posseduti un tempo; la certezza di averli perduti, forma ora la mia più crudele disperazione, il mio maggior tormento.

— Ah! mio caro signore, » disse Teresa prevedendo la risposta di Emilia, « voi parlate di aver già posseduto i suoi affetti... Anche adesso, sì, anche adesso, la mia padrona vi preferisce al mondo intiero, quantunque non voglia confessarlo.

— Ciò è veramente insopportabile, » disse Emilia. « Teresa, voi non sapete che cosa vi dite. Signore, se avete qualche riguardo, alla mia tranquillità, spero non vorrete prolungare questo momento doloroso.

— Io la rispetto troppo per turbarla volontariamente, » rispose Valancourt, il cui orgoglio lottava allora colla tenerezza; « non mi renderò volontariamente importuno. Vi aveva chiesto qualche istante d'attenzione, ma a che mi gioverebbe? Raccontandovi i miei affanni, non farei che avvilirmi vie maggiormente, senza eccitare la vostra pietà. Sappiate però, Emilia, che fui, e sono ben disgraziato! »

La sua voce vacillante divenne allora l'accento del dolore. Volse uno sguardo disperato alla giovine, e s'accinse a partire.

« Come! » soggiunse Teresa, « volete uscire con questa pioggia! No, no, il mio caro benefattore non deve allontanarsi in questo momento. Mio Dio! Quanto son pazzi i grandi di respingere così la loro felicità! Se foste povera gente, a quest'ora sarebbe già tutto finito. Parlare d'indegnità, dire che non vi amate più, quando in tutta la provincia non vi son due cuori più teneri o, a dir meglio, due persone che si amino tanto come voi due! »