— Allora voi mi conoscete, e siete la figlia della marchesa. »
Emilia stupefatta da quella positiva asserzione, rispose:
« Io son figlia di Sant'Aubert, e la dama che voi nominate mi è affatto estranea.
— Voi lo credete? » rispose la Laurentini.
Emilia le domandò per qual motivo pensasse il contrario.
« La vostra somiglianza, » disse la monaca. « È noto che la marchesa era molto affezionata ad un gentiluomo di Guascogna, quando sposò il marchese per obbedire a suo padre. Donna infelice! »
Emilia, rammentandosi l'eccessiva commozione di Sant'Aubert al nome della marchesa, avrebbe provato allora un sentimento ben diverso dalla sorpresa, se avesse conosciuto meno la probità del padre. Il rispetto che aveva per lui non le permise di fermarsi alla supposizione che le insinuava la Laurentini; la sua curiosità però crebbe a dismisura, e la scongiurò di spiegarsi più chiaramente.
« Non mi sollecitate a tal proposito, » rispose la monaca; « è troppo terribile per me: potessi cancellarlo per sempre dalla memoria! »
Sospirò profondamente, e chiese alla giovine in qual modo avesse saputo il suo nome.
« Dal ritratto che vidi ad Udolfo e dalla somiglianza di questa miniatura.