In questi concetti scaturiti da una gran mente e da un gran cuore, voi leggete che cosa esser debba la donna nella famiglia secondo il divino concetto; ma tale non potrà essere veramente che quando ella sarà estimata e coltivata: se non quando l'educazione e la stima le avranno data la coscienza di ciò che da lei esige la natura, che l'ha con tanto studio elaborata. Ella non sarà l'angelo della famiglia e dell'umanità se non quando e l'umanità e l'individuo la vorranno aver tale, sacrificando all'interesse di tutte le generazioni la vanità del dispotismo brutale, dello antifilosofico esclusivismo.
In quel giorno l'uomo sarà completamente civilizzato in cui, riconoscendo l'autonomia della donna, porrà generoso un volontario confine alle facili esorbitanze della forza; in quel giorno la donna sarà tesoro alla famiglia, quando in soccorso delli istinti pietosi, accorrerà la forza dei principii, scaturiti da una illuminata educazione.
In quel giorno l'uomo sarà completamente civilizzato in cui, sancendo l'ultima libertà della donna, porrà volontario freno alle sue passioni: in quel giorno egli meriterà l'amore della donna quando avrà finito di esigerlo come una gabella; in quel giorno egli coprirà d'infamia la donna infedele quando a sè stesso imporrà, per la stessa colpa, le conseguenze istesse. Fino a quel giorno il marito, la cui moglie é infedele, sarà ridicolo.
Tutto il fin qui detto che potrebbe per avventura sembrare alle mie giovani lettrici una inutile digressione, a me non sembrò tale, volendo io, se mi è possibile, levare dallo spirito vostro il pregiudizio, così facile ad un giovine criterio, che tutte le vigenti istituzioni siano buone; la qual persuasione, meschini noi se tutta l'umanità dividesse, chè la vedressimo in allora arrestare la precipitosa sua corsa in uno dei punti i più intricati del suo morale cammino. Giova non solo, ma è necessario che tutti sappiamo ciò, che si fece, che si fa e che resta a farsi, onde dal passato prender norma nel preparare il futuro, nell'altrui interesse non solo, ma nel vostro altresì.
La donna è, nella società e nella famiglia, tanto più utile quanto più è affermata la sua morale autonomia, quanto più le è concesso d'individualismo, quanto più è colta di spirito: e tanto più inchinevole agli affetti, quanto meno l'atmosfera che respira è agghiacciata dalle fredde esalazioni dei diritti e dei doveri legali.
Ora, in tutta la serie da noi citata dei costumi più o meno selvaggi, certo noi non abbiamo riscontrata la famiglia, co' suoi affetti, co' suoi legami più dal sentimento voluti, che non esatti dalla forza delle leggi. Tutti i costumi da noi fin qui percorsi, non ci parlano che della patria e della marital potestà, d'una monarchia insomma, nella quale i doveri dei sudditi si riducono a sforzarsi di piacere al despota, e i diritti di questo a volgere al miglior utile proprio le persone, che da lui dipendono, e l'opera loro.
Certo i costumi dei popoli d'occidente sono ben lungi da quelle esorbitanze, che troviamo presso le selvagge nazioni ed in tutta l'antichità, ma sono egualmente ben lungi dallo effettuare fra l'uomo e la donna quella eguaglianza di diritti, che sola può dare ai loro rapporti quella soavità di relazione, che stabilisce la mutua confidenza e la reciproca fiducia.
Nè si dica che la perfetta eguaglianza di diritti e di doveri, fra l'uomo e la donna, introdurrebbe il disordine, l'incoerenza e l'anarchia fra le domestiche pareti. Viete scuse son queste che poca riflessione sulla natura delle cose non permette di porre seriamente innanzi. Se al governo della famiglia preponeste due elementi perfettamente simili, la rivalità e la discordia ne sarebbero l'effetto immediato, ma la natura ha già provvisto innanzi che noi la temessimo a cotale sconvenienza.
Non tenuto conto di più o meno numerose eccezioni, le quali in ogni modo si fanno strada, ad onta d'ogni forza compressiva, l'uomo e la donna sono fra loro costantemente dissimili benché attraentisi. Sebbene l'uno e l'altra constino di eguali facoltà e delle stesse passioni, è però un fatto che le diverse proporzioni, colle quali e queste e quelle si trovano nell'uno e nell'altro, costituiscono di ciascun d'essi un tutto complessivo da non poter confondersi o tôrsi in abbaglio.
Abbiano pure le leggi emancipata la donna, la sua voce delicata non sembrerà mai fatta per garrire; le sue lunghe palpebre la difenderanno sempre dallo sguardo procace; lo improvviso rossor della guancia rivelerà sempre la verecondia dell'animo; le sue membra delicate le predicheranno sempre l'odio alla lotta, ed il suo cuore scialaquatore d'affetti, sarà pur sempre quella stoffa, della quale natura ebbe tessuto lo eroismo dell'amore e la tenerezza materna.