Anna Monticelli, napoletana, fu chiara nel diritto.
Pellegrina Amoretti, fu laureata in legge nell'università di Pavia, ed a profitto dei poveri sempre volse la rara eloquenza.
Suor Maria Dominici, Ginnasi Catterina, Angela Cantalli Cevazza, Camilla Lauteri, Elisabetta Lazzarini, Isabella Pozzo, Lucia Scalini, Lucrezia Quistelli, Annida di Massimo, Arianna Maria Galli, Luigia Capomazza, Ginevra Gentosoli, Francesca Fantoni, Barbara Longhi, Veronica Fontana, Teresa Muratori, Teresa dal Po, Maria Robusta Tintoretta, Elena Recca, Lucrezia Scanfaglia, Flaminia Reggio e le tre sorelle Siriani, tutte, coltivarono con fortuna la pittura e tutte nel secolo XVI, secolo che altre assai ne conta, ma troppo lungo sarebbe lo annoverare.
Maria Teresa Agnesi coltivò la musica, e delle sue composizioni ancor ci rimane la Sofonisba. La francese letteratura illustrarono la Scudery, la Fayette, Ninon, madama di Sevigné (le cui lettere sono tuttavia testo di stile epistolare), madama di Montespan, madama Maintenon, madamigella Lolotte.
Nella filosofia morale si distinsero madama Neker, che nel suo trattato d'educazione rivaleggiò il famoso Emile di Rousseau; la marchesa di Sablé, madama Genlis.
Nella filosofia sociale: madama Staël, e quel sommo intelletto che oggidì illustra la Francia sotto il pseudonimo di Giorgio Sand, Anna Dupin, baronessa Du Devaent, che tanta luce profonde sulla filosofia razionale, nei suoi numerosissimi lavori.
In Italia coltivarono filosofia: Vittoria Colonna, la Stampa, la Gambaro, ed oggidì trattano morale filosofia la Guidi, la Ferrucci, la Torsellini, ed altre assai che la vita consacrano allo insegnamento della femminil gioventù.
L'Irlanda vanta: in Maria Edgewort, l'inventrice del romanzo storico ed il fecondo ingegno che una miriade nel popolo ne diffuse a piacevolmente istruirlo.
L'Inghilterra, le cui donne sono colte, ci mostra con orgoglio miss Witt Mario, vasto e profondo intelletto che dalla cattedra di New-York dettava all'accorsa gioventù i dettami del viver civile: e l'America del Sud, nel giorno in cui si leverà, colla schiavitù dei negri, la macchia che la deturpa, ergerà un monumento a miss Beecker Stow che le fa, col potente e benefico ingegno, da sentinella avanzata della civiltà.
E dopo tutto il fin qui esposto ed il molto più ancora taciuto, che però le mie colte lettrici non ignorano, sulla potenza del femminile ingegno, non ci sembrerà certo adulazione ciò che Ariosto scrisse, ma essere pura e semplice verità.