La donna, dotata d'intelligenza, ha tracciato il dovere nello sviluppo e nella applicazione di codesta medesima intelligenza, e nessun dovere mai fu sì fecondo in diritti. Lo sviluppo dello spirito e l'applicazione utile ed assidua delle sue facoltà importa l'affermazione del suo intrinseco valore donde l'estimazione, donde la consacrazione della sua autonomia, la abolizione della sua perpetua minorità, la libertà de' suoi atti, un diritto civile, un diritto politico, un più lato programma d'insegnamento, un vasto orizzonte discoperto alla nobile curiosità della mente, un utile e fecondo riempitivo alla sua vita, un rimedio potente e certo contro l'irrefrenabile sbadiglio cui è dannata dalla sua presente nullità.

Oh venga presto quel giorno, che deve certo venire, nel quale la donna, profondamente compresa dalla coscienza de' suoi destini, e della propria virtù, forte del sentimento del proprio diritto, sorga a rifarsi con assiduo e nobile lavoro della nichilità morale di tanti secoli!

Sorga quel giorno, che certamente verrà, nel quale la donna trovi nel tesoro della sua intelligenza la leva potente a sollevarsi dal petto quella pietra sepolcrale che la segrega, siccome cosa spenta, dal consorzio dei viventi alla vita morale!

Oh spunti quel giorno, di cui già si traveggono i felici albori, nel quale la donna ogni ammirazione volgendo al genio ed alla virtù, si sbarazzi all'intorno di quei sdulcinati ed imbelli amatori, che nulla di meglio nè in sè, nè in lei ora trovando, cantano in essa:

«Stelle gli occhi, arco il ciglio, e cielo il viso,

«Tuoni e fulmini i detti, e lampi i guardi,

«Bocca mista d'inferno e paradiso;

«E che i sospiri son bombe e petardi,

«Pioggia d'oro i capei, fucina il petto

«Ove il magnano amor tempera i dardi».