Ora dov'è un istinto, là v'è una legge; dov'è una legge, là v'è un dovere; dov'è un dovere, là è tracciato un diritto; questo diritto non essendo che la legittima pretesa d'ogni essere al possedimento autonomico, ed al libero esercizio dei proprii mezzi, da natura diretti al compimento del fine. — Ed egli è in base a questo concetto, che la ragione mi presenta, ch'io posso asserire senza tema d'errare, che là dov'è un diritto senza dovere, od un dovere senza diritto, là v'è squilibrio e disordine, donde immoralità, essendo l'uno rispettivamente all'altro nei rapporti di compito e d'arnese.

L'essere umano, dotato d'intelligenza e di volontà, è perciò stesso responsabile, sendogli il bene ed il male di libera scelta. Tale fu egli da Dio creato, nè puossi rapirgli questo primo fra i doni, di cui va altero, senza ledere la legge fondamentale della virtù, senza uccidere l'ente morale. Laonde, se l'affermazione di questa legittima pretesa di ciascun essere al libero esercizio delle funzioni, che gli fanno raggiungere il suo fine, è una necessità pratica, noi troviamo poi la ragione teorica e filosofica del diritto nella facoltà stessa dell'essere, per cui deve a questa ragione unica, a questa base incontrovertibile d'ogni diritto ispirarsi ogni filosofia, che aspiri ad imporsi alle umane generazioni coll'occhio intento al loro meglio.

Certo non è senza ragione e senza verità, che molti filosofi cercarono e viddero in Dio la ragione del diritto, siccome in prima fonte d'ogni giustizia; ma oltreché il giudizio di Dio non ci perviene se non attraverso oracoli umani, questi stessi oracoli, per fralezza di mortale natura, troppo spesso s'ispirarono ad interessi ed a passioni; laonde pur ritenere volendo, che in Dio trovisi ogni diritto siccome necessario autore d'ogni giustizia, qui come dovunque, deve l'uomo travagliarsi colla sua ragione, poiché gli è questa la leva, che Dio gli poneva fra mani a sollevare ogni ingombro dal suo cammino, a diradarsi dagli occhi ogni tenebra, a trovare ogni verità.

Procedendo nell'arduo cômpito potrà egli per avventura trovarsi in faccia colossali edificii, lavoro di cento secoli, e pur tuttavia su mobile arena fondamentati; e sentirà fors'anco cadersi stanche le braccia, e l'anima scoraggiata, di trovarsi così lungi dalla meta, e vedersi ad ogni tratto fra piedi lavoro fatale di demolizione. Ma pure coraggio ed avanti! La leale ricerca della verità, è guida cortese ed amica, che ci ripone spontanea sulla via; e lo schietto amor della giustizia ci porta pei due terzi di cammino.

Il sentimento di giustizia, amo crederlo, trovasi per lo meno latente in ogni cuor d'uomo; ma non potendo l'uomo produrre atto morale senza concorso della volontà, e non potendo questa essere determinata nella sua azione se non in forza delle ragioni che lo intelletto le presenta, così risulta, che l'estrinsecamento del sentimento di giustizia sia sovente imperfetto, anche presso uomini di buona volontà; laonde più non deve meravigliare il vedere affermata talora l'ingiustizia anco là dove gli uomini si furono accinti di proposito a far della giustizia.

E davvero, se egli è difficile trovare la verità allora quando una falsa idea ci ha fuorviati, quando poi trovasi falso od oscuro il punto di partenza, allora è impossibile moralmente il trovarla.

Epperò la giustizia che ripeteva la ragione sua da Dio, subiva i moltiformi concetti che le nazioni si facevano di Dio medesimo; e certo la giustizia scaturita da Giove non poteva essere esattamente quella scaturita da Maometto, nè quella di Brama conciliarsi assai poteva con quella di Cristo; e sempre il maggiore o minore traviamento dello intelletto portò con sè frutto funesto la depravazione del cuore: ed amando anche l'uomo lealmente la giustizia, come l'avrebbe egli trovata cercandola allo infuori del suo solo possibile e vero posto?

La rivelazione di Dio è eterna ed universale avendola egli incarnata nella natura, per lo che, non nelle molteplici modalità religiose deve l'uomo cercare la ragione del suo diritto, ad uniformare i criterii d'ogni nazione, ed a gettare le solide basi di un Diritto mondiale; sibbene nella facoltà insita all'essere umano, che prepotentemente gli indice il fine cui è vocato, e di cui la facoltà stessa è mezzo e ragione; ed allora sì, che le nozioni del diritto e del dovere saranno più lucide e salde, e non più eternamente oscillanti, ed esposte alle eventualità che ad ora ad ora minacciano, spostano e modificano le credenze.

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Ma seguiamo lo svolgimento di queste nozioni nella coscienza umana; e vediamo, come dapprima vaghe e latenti, dovessero poscia avvertirsi e determinarsi.