Si disse; la donna è debole.

Non è possibile negare la forza e la vigoria di molte donne, come è impossibile negare la gracilità ed il cronicismo di molti uomini. Ma sulla forza e sulla sanità non è basato il diritto.

Voi obiettate il genere delle sue funzioni?

È impossibile dimostrare e provare che la maternità, l'ordine famigliare, sovente l'insegnamento, il commercio, la produzione industriale, siano occupazioni meno necessarie e meno nobili, che quelle dello straccivendolo, dello spazzino, e della livrea d'anticamera. Ma sulle funzioni non è basato il diritto.

Forse che la sua speciale organizzazione, che la fa soggetta a crisi e peripezie, la rende insuscettibile all'esercizio del diritto?

L'esercizio d'un diritto civile qualunque, non essendo un facchinaggio, potrà sempre esercitarsi dalla donna sana, meglio assai che dall'uomo malato, al quale pur tuttavia non si toglie; il che prova che sull'organizzazione normale non è basato il diritto.

Ma la sua ignoranza, la rende inetta!

Non è possibile negare la coltura di molte donne, più che non sia possibile di disconoscere l'ignoranza di molti uomini. Chi è più colto, della donna che dirige un istituto d'educazione ed il famiglio che guida ai pascolo i majali? Ma sulla coltura non è basato il diritto.

Nè si potrebbe obiettare con maggior fortuna, la protezione che l'uomo esercita sulla donna, che abbiamo già visto illusoria, e dalla legge stessa rinnegata ogni qualvolta s'incarica di controllare il marito e di difendere contro di lui la donna. Non l'alimentazione, perchè oggidì la donna contribuisce alle spese della famiglia, sia colla sua dote, sia col suo censo, sia col lavoro personale, sicchè la casa che abita non è più casa maritale, ma coniugale. — In quanto poi alla donna maggiore, la questione non ha neppure ragione di posarsi.

Non il mandato, perchè il mandato che il marito tiene dalla moglie, secondo il regime comune, è violentato ed imposto dalla legge, il che gli toglie ogni valore in faccia all'equità. — Anche questa obiezione, per la donna maggiore, non ha ragion d'essere.