Non le molteplici cure della famiglia, perchè non sono queste più assidue che quelle del fabbro che batte dodici ore al giorno sull'incudine, del ministro che ha gli affari di tutto un regno, del soldato che è notte e giorno sotto l'incubo d'una severa e minuta disciplina.

Per me, come per voi e per tutti, il ballerino vale la ballerina, il virtuoso la virtuosa, il sarto val la modista; non vedo differenza fra il merciaio e la merciaia, fra la fantesca che pulisce la casa e lo spazzino che scopa la strada, fra il bifolco che guida l'aratro e la contadina che rimonda i grani, fra l'operaio che tesse la tela e l'operaia che l'ordisce; qual differenza, vedete voi fra questi, di funzione, di prodotto, di valor personale? Perchè dunque la ballerina, la virtuosa, la modista, la merciaia, la fantesca, la contadina e l'operaia aver non possono i diritti che si stimano ragionevolissimi e competentissimi al ballerino, al virtuoso, al sarto, al merciaio, allo spazzino, al bifolco ed all'operaio?

Se sulle funzioni, sul prodotto, sul valor personale fosse basato il diritto, ancora non potrebbesi, senza inconseguenza ed ingiustizia, escluderne la donna, che funziona, produce, e rappresenta un valore, come madre, come industriale, come proprietaria. Ma sopra tutto ciò, non è, non fu basato il diritto.

Il diritto è fondato sulla facoltà riconosciuta propria di una data natura; come tale ogni essere d'ogni specie ha diritti suoi proprii.

Nell'essere umano, se la facoltà non è sviluppata, ciò non può essere che per un difetto intrinseco, o per un difetto estrinseco.

Se il difetto è intrinseco, l'individuo è malato, la sua insuscettibilità sia organica, sia accidentale, è una anomalia che nulla toglie al principio del diritto. S'egli non avrà coscienza o potenza d'esercitare il suo diritto, egli non pur cercherà di farlo. Così niuno crederebbe doversi spogliare de' suoi diritti civili l'alienato di mente. Egli non incorre di fatto che nella sospensione del suo esercizio.

Od il difetto è estrinseco, e l'individuo è allora vittima del cattivo mezzo nel quale ha vissuto: dei provvedimenti che la società, o le persone della natura, o dalla legge delegate, non hanno prese per svilupparlo. Anche in questo caso, benchè di fatto egli non sappia esercitarlo, l'anomalia nulla può detrarre al principio generale del diritto.

Ora queste riflessioni ci portano naturalmente ad esaminare la donna in faccia al diritto di educazione e di istruzione, riconosciuto siccome diritto morale e giuridico.

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Io non dubito punto che, in una società illuminata ed educata al culto del vero e del giusto, basti gettare in mezzo un problema che soluto volga in meglio la sorte di pochi o di molti, perchè tosto divenga la tesi di simpatia per tutte le anime generose, e per voi poi, signore colte e gentili a cui io parlo, un punto fisso di direzione.