— Un amante! Ma che idea! Ma perchè?
— Dolce mia, — disse Claudia poggiando all'indietro la graziosa testa nella toque verde di rue de la Paix; — perchè fa bene ai nervi, fa bene alla carnagione, fa bene al carattere; bisogna prenderlo come si prende un tonico. Che vuoi, a una certa età come si farebbe una cura iodica, si fa la cura dell'amore.
— Che cinismo! — esclamò Vilia coprendosi il volto colle mani. — Sei veramente una persona immorale e orribile.
— No, no, — disse Claudia, — io sono una persona semplice e sincera. E se ti guardi d'intorno dirai che ho ragione. Guarda le donne poco amate, come inaridiscono! — E Claudia incrociò le ginocchia e fece dondolare in aria un sottile piede ben calzato.
— Dici delle cose orribili! — esclamò Vilia, fissando la sua amica con occhi turbati.
— Tu, tu inaridisci e t'ammali, — proseguì Claudia, — semplicemente perchè sei poco amata.
— Ma non è vero! Mio marito....
Claudia la interruppe alzando una mano sottile, colle lunghe dita tutte unite, nel gesto solenne di un antico idolo indiano. — Non parlarmi di tuo marito. Mi dirai che ti adora. Lo so. Ma ciò entra in un tutt'altro ordine di idee. Non parlo di affetti familiari.
— Ti accerto che Gino....
Claudia rifece il gesto di vecchio Budda.