Ma, appena assopito, si udì invocare a grandi grida, e, brontolando come un vecchio medico condotto un po' rimbambito, si alzò, mise le pantofole e si affacciò a vedere chi lo chiamava.
Era tutta una folla — c'era mezzo il mondo. Allora, sospirando e soffiando, il Destino si rimise in giro, coi suoi occhiali da orbo sul naso e la sua vecchia scorta di rimedi in tasca.
La sua prima visita fu per una donna che piangeva, e la sua voce era più forte di tutte le voci. — Cosa volete? — chiese il Destino.
— Mio figlio!... Fatelo tornare. Fate che non sia morto!... Rendetemelo, e non vi chiederò mai altro.
— Sta bene, — disse il Destino. E, scostandosi sul limitare per lasciar entrare un soldato, se ne andò piegando il capo sotto un turbine di benedizioni.
La seconda visita fu ad una giovinetta.
— Fammi sposare Gigi! — gridò lei, aggrappandosi convulsa al manto lacero del Destino. — Se non sposo Gigi, muoio!...
— Prenditi il tuo Gigi e non seccarmi più.
— Mai! Mai! Te lo giuro. Non ti chiederò mai altro!
.... Poi c'erano delle donne senza figli che ne volevano, e delle donne incinte che non ne volevano; e dei malati che volevano la salute; e dei poveri che volevano l'agiatezza; e dei poeti che volevano la gloria.... E tutti giuravano che non volevano altro; che se il Destino stavolta li accontentava, non avrebbero mai chiesto altro favore.