Carducci mi disse:
— Vuoi parlare colla Regina?
— Sì, caro Orco, — diss'io, molto contenta.
— Allora, aspetta qui. Vado a dirglielo.
E Carducci si avviò per la salita ripida e verde sopra a Gressoney la Trinité, verso un gruppo di ufficiali, brillanti nel sole in cima all'altura.
In mezzo a loro un fluttuante velo cerulo, un bagliore di chiome dorate: era Margherita che passava in rivista le sue truppe alpine. Vestiva il pittoresco costume Gressonese: breve gonna scarlatta e corsetto di velluto nero; intorno al capo un gran velo celeste.
— Un momento! un momento! — Corsi dietro a Carducci che si fermò. — E alla Regina che cosa dovrò dire?
— Non tocca a te dire; sarà lei che ti parlerà. E tu, bada di rispondere assennata e di non farmi sfigurare.
Carducci riprese la via; ma fatti pochi passi si fermò di nuovo e si volse a me. — Spero che frattanto non andrai a vagabondare pei boschi secondo il tuo solito, — ammonì severo. — Hai capito? Stai lì, fin che ti chiamo.
— Starò qui, — diss'io. E rimasi ferma, col cuore un poco agitato; mentre vedevo allontanarsi la breve, poderosa figura col suo bastone ferrato e il gran cappello di feltro grigio alla Buffalo Bill.