— È magnifico! — esclamai.

Il professore al mio fianco citò: — «Balzano da tre, cavallo da re!».

— È questo, è questo ch'io voglio, — dissi con fervore a Carducci; e anche lui guardava assai ammirato la formidabile bestia.

— Pare il cavallo dell'Apocalisse, — disse il professore.

Il cavalier Rossi vedendo il mio entusiasmo mi chiese se volevo provarlo.

Mi prestarono una amazzone, e hop! eccomi in sella, così in alto che mi sembrava d'essere in cima a una torre.

Feci dapprima a passo il giro del maneggio: veramente non era a passo, ma sempre a quel trottigno saltellante e caracollante; mi pareva che facessimo, il cavallo ed io, come nella Mignon, la «danza delle uova». Poi partimmo al trotto, un trotto molto alto, un po' duro, che a scosse e sbalzi mi fece cadere il cappello e spuntare la treccia; indi dal piccolo galoppo ci lanciammo al galoppo allungato; e lì veramente sentii il cavallo perfetto sotto di me. Pareva alato!

Facemmo alt; e mentre io, ancora in sella, mi riappuntavo le treccie, Carducci si avvicinò ad accarezzare il collo lucente del morello.

Anche il Professore si avvicinò, ma guardingo.

— Vedono che mantello? — diceva il direttore, — vedono questa rete magnifica di vene?...