Difatti sul collo e sulla spalla del morello fremente si disegnava tutto un intrico di delicate venature pulsanti. Il professore le esaminò con diffidenza.

— Che non sia un principio d'arteriosclerosi! — mormorò.

Scesi di sella, e dietro richiesta del direttore, provai vari altri cavalli. Ma tutti mi parvero meno interessanti della grande bestia nera. Allora mentre quattro o cinque dei cavalli venivano condotti a passo in giro alla pista, Carducci in mezzo al silenzio domandò:

— Quale di quei cavalli non costa più di tremila lire?

Per un momento tutti tacquero. Poi il direttore si passò due o tre volte la mano sui baffi prima di rispondere. Fu per me un momento di grande ansia. Finalmente con gesto regale stese la mano.

— Quello lì.

Era il cavallo dell'Apocalisse — era il balzano da tre!

— Glielo lascerò per duemila settecento lire, — disse il magnanimo cavaliere.

Carducci mise subito la mano al portafogli; ma il direttore con un gesto lo fermò e lo invitò ad entrare nel suo ufficio. Insieme si allontanarono.

Io mi volsi tutta agitata a uno stalliere che stava vicino. — Come si chiama? — domandai.