E ci pensò. Appena annunciato l'arrivo di Carducci alla Villa, io che aspettavo, già troneggiante sul titanico e quiescente Ras nel cortile di via Caracciolo, vidi arrivare di corsa Maggiotto col suo attendente. Maggiotto afferrò la redine, mentre il soldato passava dietro la groppa del cavallo.
Sentii un improvviso fremito percorrere la bestia, che nitrì, e tirò un violento calcio.
— Ma che cosa gli fate? — gridai.
— Niente, niente, — rise Maggiotto; — un po' di zenzero sotto la coda! — E abbandonò la redine mentre il soldato balzava indietro.
L'effetto dello zenzero fu magico. Ras Alula si impennò, fremente, annaspando l'aria, rizzandosi quasi volesse rovesciarsi all'indietro. Cedetti le redini e con una scudisciata sulla testa lo richiamai; allora, tuffando il capo, partì forsennato, battendo scintille dai ciottoli del cortile, scivolando sul selciato, lanciandosi a carriera per la passeggiata di Chiaia.
Così, a volo, passai davanti a Carducci, che tra un gruppo d'altre persone, era fermo all'angolo della Villa ad aspettarmi; ebbi solo per un attimo la visione della sua faccia alzata a guardarmi — e odiai Ras Alula, e Maggiotto, e la vita.... e più di tutto odiai me stessa, che recitavo questa vile, questa ignobile menzogna. Con frusta e sprone aizzai la bestia già frenetica che come una folgore infilò la strada lungo la marina.
Ed ecco a un tratto, ancora lontano davanti a noi, un brillìo d'argento e di rosso vivido — era la carrozza reale, era Margherita preceduta dai suoi staffieri, che faceva con regale dignità la sua consueta passeggiata a mare.
Allora con quanta forza avevo tirai le redini: bisognava rallentare la corsa, per non raggiungerla, sopratutto — imperdonabile violazione d'etichetta! — per non oltrepassarla.
Ras Alula non obbedì, non sentì; aveva il morso tra i denti e andava come il vento, pazzo, cieco, frenetico. Invano con strappi alternati tirai e cedetti le redini, invano strappai a destra e poi a sinistra, segandogli la bocca.... la bestia in furore continuò la sua corsa! Fu miracolo se, con uno sforzo che quasi mi slogò i polsi, riuscii a farlo deviare quanto era necessario per non andarci a fracassare contro l'equipaggio reale.
In un fulmine passammo dinanzi alla Regina: ella deve aver visto, come un lampo nero e villano, comparire e sparire le mie esili spalle e la coda sbandierante dell'insano Ras Alula....