Sono desolata di aver mancato oggi la Sua visita. Una Lettura di Dante e una conferenza sull'«Evoluzione del Concetto dell'Immortalità dell'Anima, da Platone a Porfirio», m'hanno presa tutta la giornata.

Mi permette di venire al Suo studio? Domani, verso le quattro?

Entrerò trepida e riverente in quel tempio sacro alla Sua nobilissima Arte.

Viviana Allori.

(LUI)

Il tedio della vita è su di me come un mantello di piombo. Lo spleen mi sommerge e mi annienta.

Domani verrà a trovarmi quella lugubre letterata di cui non ho letto che le gravi e rimbombanti epìstole.

Ahimè! Non conosco che gente plumbea, non penso che pensieri tenebrosi, non compongo che monumenti funerari. Il mio studio e la mia anima sono dei cimiteri. Dei cimiteri in cui nessuno è morto; perchè nessuno vi è stato vivo mai.

Mi farò una festa, gentilissima signora, di accoglierla qui domani nel mio studio, pur temendo che ella abbia a provare un disinganno riguardo alla mia arte, la quale.... ecc. ecc. ecc.

(LEI)