Un lampo passò negli occhi della signora Clotilde. — Te lo tratterò io l'affare, — disse tra sè e sè.
E uscì.
Manlio pranzò solo, con placido godimento, poggiando alla caraffa dell'acqua il giornale della sera.
Alle nove si trovò davanti alla porta dell'Alhambra dove l'amico, come d'accordo, l'aspettava.
. . . . . . .
La Colonia Sud Africana ebbe quella sera un grande successo d'ilarità e d'applausi; e nella Direzione del teatro si decise, seduta stante, di continuare la serie dei Quadri Viventi, sostituendo però ai Quadri Viventi Allegorici una serie di Quadri Viventi Umoristici — visto che il pubblico pareva dilettarsi ancor più al comico che all'estetico.
Ma nella sala, Manlio, sprofondato nella sua poltrona accanto all'amico, esclamava sbigottito:
— Misericordia!... Che orrore!... Che orrore!... — E si batteva coi pugni la fronte. — Ma cosa avevo io iersera?... Le traveggole?... O allora che cosa diavolo m'avevano messo in quel Tokay?...