La signora Clotilde, intontita dal successo e dall'abbaglio dei lumi della ribalta, ritornò barcollante verso il suo camerino. Percorse coi neri piedi scalzi il dedalo degli stretti corridoi, aprendo molte porte che non erano la sua, e gli artisti — chi più o meno vestito, chi più o meno spogliato — salutarono con urli di protesta o con strilli d'ilarità la sua breve apparizione sulla loro soglia. Finalmente aprì una porta — N. 12 — che era la sua: ma si ritrasse ella stessa con un grido, vedendosi confrontata da una fosca e spaventosa apparizione.... Poi s'avvide che era la psiche che le rimandava la sua propria imagine.... e sorrise.

Ma il sorriso bianco in quella faccia color cioccolata le fece una penosa impressione, e si affrettò a volgere le nere spalle allo specchio. Si tolse di testa la parrucca di lana nera che le dava un caldo insopportabile; indi, seguendo appuntino le istruzioni di Miss Alabama, si dedicò alla delicata impresa del «démaquillage».

Prese un grosso batuffolo di ovatta e vi versò qualche goccia di liquido trasparente. Anzichè cominciare dal viso, volle, per prudenza, provarselo prima su una gamba.... la sinistra....

Benissimo!... Constatò con gioia che, dovunque passava il batuffolo bagnato, il magnifico colore nocciola scuro spariva subito, lasciando trasparire a strisce la naturale tinta carnicina. Quando il cotone fu tutto nero e la gamba tutta bianca, la signora Clotilde gettò in un angolo il batuffolo usato e ne prese uno nuovo. Aveva appena afferrato la bottiglia del liquido, quando udì battere alla porta.

— No! — strillò la signora Clotilde, — no!

Ma la porta ciononostante si aprì, e un signore col cappello in testa entrò con passo risoluto. Era il Direttore in persona che veniva a chiedere spiegazioni alla ignota sostituta di una delle sue artiste.

Con un urlo la infelice signora Clotilde, ricordando di essere nipote di un sottoprefetto, volle nascondere a quell'intruso le sue bicromatiche forme. Fece un balzo all'indietro, vacillò, scivolò...., la bottiglia — la preziosa bottiglia del liquido Americano! — le cadde dalle mani e andò a frantumarsi in mille pezzi in un angolo sotto lo specchio.

Allora una sequela di frenetici strilli riempì di stridore il camerino e i corridoi. Il Direttore, non comprendendo la gravità del disastro, si turò le orecchie colle mani:

— Ma cos'hai da strillare, cretina? Credi forse che mi commuova la vista delle tue gambe.... Per me, oramai, gamba più, gamba meno....

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