E a Ceppo conobbi Lola. Passando un meriggio accanto alla scuola, la vidi, circondata dai suoi venti o trenta bambini, che tutti le strillavano qualche cosa. Lei non rispondeva. Teneva fissi su me gli occhi, occhi immensi, neri, ardenti.

Le dissi qualcosa; ella si fece rossa e poi pallida e mormorò il mio nome. Mi parve lusinghiera, sebbene esagerata, la sua commozione.

Nel pomeriggio venne a trovarmi. Mi portò molti fiori. Era magra, esaltata, febbrile.

E nel villaggio mi dissero: — Ah, la maestrina? Poveretta! va consunta.

Anche lei me lo disse un giorno, ansando un poco: — Vado consunta. — E nella sua voce vi era insieme una grande paura e un certo romantico compiacimento. — L'hanno detto tutti; anche i dottori di Milano; e il dottore di qui, che mi fa delle iniezioni. È tutto inutile! Vado consunta.

Io ne ebbi grande dolore e pietà. Quando salivo correndo per la montagna, al sole e al vento, pensavo a lei, e mi dicevo: — Povera Lola, che non può!... — Perdendomi nei boschi d'abeti, arrampicandomi per l'arida morena, traversando il torrente e scivolando sui sassi levigati e bagnandomi fino alle ginocchia nella gelida acqua, arrivando infine alla croce sul ghiacciaio e guardandomi intorno, col mondo ai miei piedi e soltanto il cielo sopra di me, pensavo: — Povera Lola!... povera Lola che non deve muoversi, che non deve stancarsi....

E ad ogni cappelletta, ad ogni crocifisso sull'orlo delle vie alpestri mi fermavo a dire una piccola preghiera perchè Lola guarisse; ad ogni Madonnina ammantata d'azzurro, impallidita dal sole e dalle pioggie, sussurravo piano: — Oh Madonnina, fate guarire Lola.

Ma in fondo al cuore sapevo che Lola non poteva guarire.

Lola si aggrappò a me con un affetto febbrile e appassionato. Ad ogni passo la incontravo, ferma a guardarmi con quegli occhi troppo lucenti. Le bambine della scuola avevano tutti i momenti ricreazione perchè la maestra doveva uscire; lieve e lenta passava davanti alla bianca porta e sotto alle verdi finestre dell'Hôtel des Alpes.

Allora, un giorno, l'invitai ad entrare.