— Landru! — Subito mi si affacciò alla niente la imagine del terribile uomo supposto uccisore di almeno dieci donne. Tratto in arresto per una frivola mancanza (faceva un breve viaggio senza biglietto) ecco che venne alla luce la più mostruosa serie di delitti che sia mai stata attribuita ad un essere umano. Una donna che era partita con lui non era più tornata; una seconda donna ch'egli aveva condotto nella sua villa a Gambais, non aveva più dato nuove di sè; una terza donna ch'egli aveva promesso di sposare era sparita.... E così via. Il Matin pubblicò il suo ritratto, e da ogni parte di Parigi affluirono alla redazione di quel giornale e all'ufficio della Sûreté lettere, telegrammi, ricerche di parenti d'altre donne che, partite col sorridente Barbableu, non erano mai più ritornate.

Gli abitanti del villaggetto di Gambais (a un'ora da Parigi) lo vedevano arrivare ogni poche settimane sempre con una compagna nuova ch'egli installava con affettuose premure nella solitaria villa. E per alcuni giorni i passanti scorgevano quella donna, ignara e lieta, aggirarsi nel giardino, cogliendo fiori o seduta all'ombra degli alti alberi secolari.

Per ben dieci volte Landru aveva fatto il viaggio da Parigi a Gambais in lieta compagnia, prendendo — particolare trasecolante! — un biglietto d'andata e ritorno per sè, e un biglietto di sola andata per la sua compagna! Quelle giovani donne erano tutte eleganti; molte portavano ricche vesti e preziosi gioielli.... Poi da un giorno all'altro, non si vedevano più.

Ciò che si vedeva era, al calar della notte, delle nuvole di fumo denso e giallastro uscire dai camini della villa; un fumo così acre e fetido che i contadini passando esclamavano tra loro: — Ma che orrenda cucina si fa mai in quella casa! — (Orrenda cucina, invero!)

Ciò che si vedeva — o qualcuno almeno dice di averlo veduto — era una misteriosa automobile chiusa, che nelle notturne ore s'avviava dalla villa verso lo Stagno delle Brughiere — un'acqua viscida e profonda sull'orlo di un bosco vicino....

Quella che Landru non uccise!... — Non stetti ad ascoltare di più; scesi rapida dietro la snella figura che già spariva allo svolto della scalinata. Volevo vederla, questa donna scampata da una morte così atroce; volevo vedere se il suo viso portava le traccie del passato terrore.

Giunsi quasi contemporaneamente a lei nel grande vestibolo, ed ella, uscendo, si volse a tenere con atto cortese la porta aperta dietro di sè.

Pioveva; sul boulevard Montmartre passavano frettolosi i viandanti sotto gli sgocciolanti ombrelli; in mezzo alla via correvano veloci le carrozze tutte occupate.

La mia automobile stazionava vicino al marciapiede.

Mi volsi e guardai quella donna che, senza ombrello, ferma sullo scalino del Matin pareva incerta se avviarsi o no; non era bella, ma aveva un viso estremamente interessante e due grandi occhi scuri, mobilissimi. Seguendo l'impulso del momento io le rivolsi la parola.