L'orchestra frattanto intona un malinconico valzer e la mia vicina si volge subitamente a me.
— Volete proprio guardare nella mia anima? Ebbene....
Colle labbra pallide e le mani strette convulsivamente in grembo essa mi fa il seguente racconto:
— Sappiate che io ho sempre avuto orrore di tutto ciò che è consueto, usuale, terre-à-terre.
Il mio sogno era di vivere una vita stravagante e fuori del comune. Sognavo delle avventure fantastiche, degli amori bizzarri.
Invece parve che la mia esistenza dovesse scorrere sulle grige linee della più tediosa convenzionalità. Mio padre era notaio in un piccolo villaggio, ed io, la maggiore di quattro sorelle, avevo, a quanto pare, un certo talento per la musica. Fatto sta che quando ebbi sette anni mia madre cominciò ad insegnarmi il pianoforte. Si principiò col Diabelli; poi venne lo Czerny; poi il Cramer; poi le mazurke di Chopin.... Alla terza mazurka mia madre morì.
La maggiore delle mie tre sorelline aveva allora otto anni; e mio padre volle ch'io le insegnassi la musica. Così ricominciai da capo col Diabelli, col Cramer, collo Czerny.... Quando fummo alle mazurke di Chopin, mia sorella sposò il farmacista del paese.
Le altre due sorelle avevano allora nove e dieci anni; ed ecco che si dovette ricominciare anche con loro il Diabelli, il Cramer....
Stavolta, arrivate allo Czerny io scappai di casa col figlio del sindaco, e venni a Parigi.
E qui speravo che cominciasse per me la vita strana e avventurosa che avevo tanto sognato. Ma quasi subito il figlio del sindaco mi lasciò, ed io, per poter sussistere, dovetti cercare delle altre bambine che volessero imparare il Diabelli, il Cramer, lo Czerny e il Chopin.