Vi fu un attimo di silenzio. Poi quell'uomo si avvicinò di un passo.

— Io posso darvene, — disse, — se volete entrare nella mia villa....

Io volevo gridare, volevo fuggire. Già mi vedevo correre urlando per quella strada solitaria, inseguita da questo spaventevole uomo, pazzo ed assassino.... Ma egli mi teneva ferma, come catalettica, sotto il suo sguardo, e non potevo parlare, non potevo muovermi.

D'improvviso mise una mano sul mio braccio. Come una sonnambula io lo seguii.

. . . . . . .

Non vi dirò ciò che provai quando fui chiusa in quella casa con lui. Quando ridomandai di Céline, egli disse: — Prima mangiamo!

E mi preparò egli stesso una cena: — Da studenti!... — diceva lui ridendo.

— Le piacciono queste avventure, signorina?

Ed io, tra me e me, pensavo:

— Quando mi ucciderà? E come?... Mi salterà al collo improvvisamente e mi strangolerà? Oppure in questo vino che mi offre avrà già messo un narcotico o un veleno?...