Egli frattanto mi parlava, mi parlava di cose indifferenti.

Ed io lo guardavo.... lo guardavo. Guardavo le sue mani scure e nervose.... e me le figuravo intorno al sottile collo di Céline....

Ed ecco ch'egli si mise a parlare di lei; disse ch'era partita per l'America....

A quelle parole io fui presa come da una crisi isterica e scoppiai in una risata, una risata convulsa, frenetica, rotta da singulti. Landru mi guardava con aria stupefatta.

A un tratto si alzò, andò nella stanza attigua ch'era la cucina, e tornò portando un bicchierino di liquore.

— Bevete, — comandò.

Io ridevo ancora; mi battevano i denti; ero tutta scossa da un tremito violento. Gli presi di mano il bicchiere, e d'improvviso, guardandolo negli occhi, domandai:

— È veleno?

Egli trasalì; vidi lampeggiare nei suoi occhi la sorpresa ed il furore.

— Oppure... — continuai singhiozzando e ridendo, — oppure mi strozzerete? Sì!... sì!... mi strozzerete colla cordellina impeciata, come strozzaste i due cani e il gatto?...