« Caro Inglese. Sposo Aldo Della Rocca, ch'io adoro ».
Così fu compiuta la missione di Mr Kingsley, al quale quella lettera non fu mai mandata. Tanto, non era scritta per lui.
XVI.
Vieni, amor mio, vieni: è levato il sole,
E la fiorita via ride e ci attende.
Quanta luce nel cielo! e quanto azzurro
Negli occhi nostri fluttua e risplende.
Oh vieni, andrem di nuova sorte in traccia.
Tu del tuo genio, ed io di te sarò.
Tu mi sorreggerai fra le tue braccia,
Io col sorriso ti conforterò!
Se avremo fame, correremo in cerca
Di selvatici frutti per la via.
Si dormirà sotto alle stelle blande
Colla tua bocca sulla bocca mia.
Ed al meriggio farem sosta all'ombra
Di misteriosi giganteschi fior;
Tu colla testa sulle mie ginocchia
Sognerai l'avvenire, ed io l'amor.
Colla mia man sfiorandoti i capelli
D'antichi eroi ti ridirò la storia
Vedrò destarsi nella tua pupilla
L'ardor della battaglia e della gloria.
La tua pupilla bruna ed indolente
Vedrò di negre fiamme sfolgorar.
E forte e battagliero e prepotente
Lo spirto sorgerà, pronto a pugnar!
Vieni, amor mio! Vieni, è levato il sole,
E' di zaffiri e d'oro il ciel cosperso,
Andiam col nostro giubilo d'amore
A mettere a soqquadro l'universo!
Andiam col gaudio nostro, andiam col riso
Audace della nostra gioventù
A sfondare le porte al paradiso
E riportarne l'estasi quaggiù!
Così Nancy sognava l'avvenire e la vita. La sua fronte era cinta d'asfodeli, la sua anima era sommersa nella felicità.
Il Libro aspettava.