A un tratto un'esclamazione di sorpresa la fece trasalire; e alzando il viso accaldato vide sull'altra sponda un giovane alto, biondo e abbronzato, che pescava.

— Accidenti! — esclamò lo sconosciuto, alla vista del galleggiante adornamento. — Addio, trota!

E Valeria, timidamente:

— Scusi, potrebbe ripescarmi il cappello?

Il giovane rise e salutò. Poi a grande stento riuscì a fermare il cappello colla canna, attirandolo a sè con pazienti manovre.

— Ahi, quella mia grossa trota! — mormorò. — Da tre giorni — tre lunghi giorni! — le stavo dietro, e adesso era lì...! Basta! — sospirò, e trascinò fuor dall'acqua l'inzuppato copricapo. — Ecco il vostro cappello!

Lo sollevò con due dita, tenendolo pel nastro sgocciolante.

Non era mai stato un bel cappello: era anzi una vecchia e orribile pastorella che Edith portava, protestando, da molto tempo. Certo non pareva un oggetto pel quale valesse la pena di pescare tre giorni.

— Oh, grazie tanto! — disse Valeria. — Ma, adesso come faccio a prenderlo? — E tese, dalla sua sponda, sopra l'acqua larga che li separava, una piccola mano, breve e vana.

— Glielo porterò io, — disse il giovane, tenendo ancora a braccio teso la sgocciolante acconciatura.