— Oh, non si disturbi, — disse Valeria, — me lo può gettare!
Il giovane rise.
— Stia indietro, allora; se la tocca, le darà il raffreddore!
E con gesto allegro scagliò il cappello, che cadde floscio e molle ai piedi di Valeria.
— Dio, che roba! — disse lei, raccogliendolo; e con fronte turbata contemplò la guarnizione di tulle nero che pendeva madida e lamentevole dal bordo. — E adesso cosa ne faccio? Metterlo è impossibile. E se m'arrampico su per queste rive, così ripide e sdrucciole, non credo neppure di poterlo portare in mano...
— Ebbene, me lo torni a gettar qui, — disse il giovane ridendo, — e lo porterò io fino al ponte.
Allora ella, prendendolo ben di mira, gli gettò in pieno petto il pesante e malinconico oggetto; poi si avviarono, ognuno dalla sua parte dell'acqua, e camminarono così, sorridendosi da una riva all'altra. Sul ponte s'incontrarono e si stesero la mano.
— Mi spiace tanto per la sua trota, — disse lei. —
— Mi spiace tanto pel suo cappello, — disse lui.
E risero entrambi. Poi non seppero più che cosa dirsi.